Nomisma: il 35% delle nuove imprese appartiene a immigrati
Piu' giovani, dinamici e imprenditori degli italiani. Sono gli immigrati extracomunitari che partecipano pienamente alla produzione della ricchezza del Paese, contribuiscono a sostenere la domanda interna, diventano proprietari di immobili, attraggono l'interesse degli istituti di credito. L'analisi e' contenuta nel libro 'Nonsolonero' realizzato da Nomisma, in cui si evidenzia che una nuova impresa su 3 e' gestita da extracomunitari. A fronte di questa crescente dinamicita' l'Italia continua pero' a non essere molto accogliente con gli stranieri. Nel mirino del volume le norme che regolano i flussi di lavoro in entrata, 'piu' orientate a porre un freno al numero degli arrivi che ad adeguare i flussi alle necessita' e all'esigenza complessiva di competitivita' dl sistema'. E cio' diventa 'un ulteriore disincentivo all'arrivo delle risorse di cui avremmo bisogno'. Senza contare che, nonostante il livello di istruzione degli stranieri residenti in Italia sia mediamente alto (circa un quarto possiede una laurea o un diploma conseguiti nel proprio Paese), il sistema delle quote non favorisce l'ingresso di categorie scelte di lavoratori. Oltre il 35% delle nuove imprese nazionali appartengono ad extracomunitari. Negli ultimi 5 anni queste sono passate da circa 100.000 a 225.000 (+10% annuo). Oltre il 70% degli imprenditori ha tra i 30 ed i 49 anni. Nel 2007, inoltre, la spesa totale dei cittadini stranieri in Italia ha raggiunto circa 25 miliardi di euro (5 milioni di consumi alimentari).
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