Non decolla la seconda vita virtuale su Internet
La realta' virtuale, soprattutto in Paesi come l'Italia, non e' il presente ma e' molto probabile che diventi il futuro. E' uno degli spunti di riflessione che sono venuti fuori dal convegno 'Second Life: oltre la realta' il virtuale' che si e' tenuto a Roma.
Spiega il professor Giovanni Boccia Artieri, dell'Universita' di Urbino: 'Nel 2011 l'80% degli utenti internet abitera' mondi metaforici. Nel 2015 il 2% dei cittadini Usa avra' sposato nei mondi on line persone mai incontrate prima'. Eppure i contatti su SL in Italia sono in costante discesa, dopo aver toccato il picco a luglio 2007 'grazie alla forte spinta dei media', rivela Boccia Artieri.
Invece adesso escono articoli dal titolo 'Il deserto degli avatar' e parallelamente si registra il successo di social network come Facebook, che ha sorpassato SL ormai un anno fa riscuotendo anche un'attenzione crescente da parte di stampa e tv.
Come mai questo calo di popolarita' per la 'seconda vita'?
Perche' 'e' antidemocratica ed elitaria rispetto ai social network', chiarisce Boccia Artieri. E poi perche' richiede una partecipazione costante dato che e' un 'luogo' dove 'la tua presenza sta nell'esserci. Mentre con i blog si lasciano tracce che rimangono anche quando non li si gestisce piu''. Sorprende pero' che SL non attecchisca neanche in un Paese come il Giappone. Il professor Junji Tsuchiya dell'universita' di Tokyo cita i dati della Linden Lab (la casa di produzione di SL): 'Ventisettemila giapponesi si sono registrati in SL. Ci e' entrato solo il 2,4% degli user nipponici e meno di un terzo di essi vuole continuare ad accedervi'.
Il flop nel Sol Levante secondo Tsuchiya e' dovuto 'all'eccessiva commercializzazione' degli spazi virtuali operata da un marketing selvaggio. La guerra delle marche non e' solo dentro ma anche alla base di SL. Giganti come Microsoft, con 'Live anywhere', e Google con 'Lively' hanno proposto le loro 'seconde vite' alternative. Sony vorrebbe appropriarsi di SL per lanciarlo sulla Play Station. La Samsung ne ha adattato una versione per i telefonini di ultima generazione.
Perche', come spiega il professor Giulio Lughi di Roma Tre, 'se negli anni '80 la partita era sull'hardware, nei '90 sul software e dal 2000 in poi sulla rete, la prossima sfida, quella degli anni '10, sara' sui contenuti', ovvero 'quel web 3.0 di cui gia' parla Bruce Sterling: saltare oltre la scrittura e i mass media e recuperare quegli elementi fisici, orali, contestuali, cioe' la presenza dell'utente'.
Spiega il professor Giovanni Boccia Artieri, dell'Universita' di Urbino: 'Nel 2011 l'80% degli utenti internet abitera' mondi metaforici. Nel 2015 il 2% dei cittadini Usa avra' sposato nei mondi on line persone mai incontrate prima'. Eppure i contatti su SL in Italia sono in costante discesa, dopo aver toccato il picco a luglio 2007 'grazie alla forte spinta dei media', rivela Boccia Artieri.
Invece adesso escono articoli dal titolo 'Il deserto degli avatar' e parallelamente si registra il successo di social network come Facebook, che ha sorpassato SL ormai un anno fa riscuotendo anche un'attenzione crescente da parte di stampa e tv.
Come mai questo calo di popolarita' per la 'seconda vita'?
Perche' 'e' antidemocratica ed elitaria rispetto ai social network', chiarisce Boccia Artieri. E poi perche' richiede una partecipazione costante dato che e' un 'luogo' dove 'la tua presenza sta nell'esserci. Mentre con i blog si lasciano tracce che rimangono anche quando non li si gestisce piu''. Sorprende pero' che SL non attecchisca neanche in un Paese come il Giappone. Il professor Junji Tsuchiya dell'universita' di Tokyo cita i dati della Linden Lab (la casa di produzione di SL): 'Ventisettemila giapponesi si sono registrati in SL. Ci e' entrato solo il 2,4% degli user nipponici e meno di un terzo di essi vuole continuare ad accedervi'.
Il flop nel Sol Levante secondo Tsuchiya e' dovuto 'all'eccessiva commercializzazione' degli spazi virtuali operata da un marketing selvaggio. La guerra delle marche non e' solo dentro ma anche alla base di SL. Giganti come Microsoft, con 'Live anywhere', e Google con 'Lively' hanno proposto le loro 'seconde vite' alternative. Sony vorrebbe appropriarsi di SL per lanciarlo sulla Play Station. La Samsung ne ha adattato una versione per i telefonini di ultima generazione.
Perche', come spiega il professor Giulio Lughi di Roma Tre, 'se negli anni '80 la partita era sull'hardware, nei '90 sul software e dal 2000 in poi sulla rete, la prossima sfida, quella degli anni '10, sara' sui contenuti', ovvero 'quel web 3.0 di cui gia' parla Bruce Sterling: saltare oltre la scrittura e i mass media e recuperare quegli elementi fisici, orali, contestuali, cioe' la presenza dell'utente'.
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