Nord America. Centri di iniezione sotto sorveglianza medica
Oltre un terzo di coloro che si iniettano droga sostiene che ricorrerebbe alle SIFs, le iniezioni sotto sorveglianza medica, sempre che un giorno i centri appositi vengano aperti. Centri simili alle narcosalas europee e australiane, dove non verrebbe distribuita droga, ma in cui i tossicodipendenti troverebbero assistenza medica in caso di necessita', come overdose, e altri servizi sanitari. E' quanto emerge da un'indagine condotta in Canada relativa all'intero Nord America, dall'University of British Columbia.
Nello specifico dei 587 consumatori dell'area metropolitana di Vancouver interpellati: il 37% ricorrerebbe senz'altro ai SIFs, il 14% non lo sa, e il 49% per ora esclude che ne farebbe uso.
Nello specifico dei 587 consumatori dell'area metropolitana di Vancouver interpellati: il 37% ricorrerebbe senz'altro ai SIFs, il 14% non lo sa, e il 49% per ora esclude che ne farebbe uso.
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