Venerdì 5 giugno 2026
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Nucleare. Corte Costituzionale respinge ricorsi delle Regioni

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi presentati da dieci Regioni contro la legge delega del 2009 sul nucleare dichiarandoli in parte infondati e in parte inammissibili.  Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna, Molise (la nuova giunta del Piemonte ha ritirato il ricorso) avevano contestato al governo soprattutto tre punti: l'assenza d'intesa con le Regioni interessate dalla scelta dei siti delle centrali; i criteri e le modalita' di esercizio del potere sostituivo dell'esecutivo centrale in caso di mancato accordo; la possibilita' di dichiarare i siti aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione. La Consulta ieri ha respinto il ricorso con motivazioni che saranno rese note nei prossimi giorni.
Ma lo scorso 9 giungo, con sentenza 215/2010, la Consulta aveva detto il contrario, dichiarando incostituzionale l'articolo 4 del decreto legge 78/2009 (pacchetto anticrisi). La Corte non aveva ritenuto valide le ragioni d'urgenza che avevano spinto il ministro dello Sviluppo Economico ad accelerare la realizzazione degli impianti anche avvalendosi di capitali privati. Essendo questioni urgenti, per la Corte i privati non devono entrarci e lo Stato si deve assumere tutto l'onere.
Nei prossimi mesi la Consulta dovra' decidere su tre ricorsi del Governo contro Puglia, Basilicata e Campania che, con proprie leggi, hanno escluso la costruzione sul loro territorio di centrali nucleari e depositi di stoccaggio di materiale radioattivo senza la preventiva intesa con lo Stato.

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