Nuova cura per l'Alzheimer: a Milano si sperimentano minuscole particelle che 'operano' direttamente il cervello
Minuscole 'navicelle armate' in viaggio nel cervello, per andare dritte al 'cuore' dell'Alzheimer individuando e distruggendo le lesioni in tempi utili. Contro la grave malattia neurodegenerativa, che solo nella Penisola colpisce oltre 500 mila persone con piu' di 70 mila nuovi casi all'anno, e' partito sotto l'egida dell'Italia il progetto europeo Nad (Nanoparticles for therapy and diagnosis of Alzheimer disease). Sostenuta dal Settimo Programma Quadro dell'Ue con un finanziamento pari a 14,6 milioni di euro in 5 anni, la ricerca coinvolge 19 partner in tutto il Vecchio Continente ed e' guidata dall'universita' degli Studi di Milano-Bicocca. All'ateneo capofila - che ha presentato l'iniziativa nella propria sede - vanno 3,8 milioni per le varie attivita' di organizzazione e di coordinamento.
La missione e' realizzare nanoparticelle (delle dimensioni di un miliardesimo di metro) in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, 'armatura' protettiva dei tessuti cerebrali. Alle 'nano-navicelle' verranno legate speciali molecole, capaci di riconoscere (diagnosi) e di neutralizzare (terapia) le placche amiloidi che si depositano nel cervello colpito dall'Alzheimer. Si tratta dunque di un programma di 'teranostica' (diagnostica abbinata a terapia), riferisce una nota della Bicocca. L'efficacia delle nanoparticelle sara' verificata su modelli animali della patologia (ratti transgenici), e se i dati preclinici saranno positivi si potra' passare alla sperimentazione sull'uomo.
La missione e' realizzare nanoparticelle (delle dimensioni di un miliardesimo di metro) in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, 'armatura' protettiva dei tessuti cerebrali. Alle 'nano-navicelle' verranno legate speciali molecole, capaci di riconoscere (diagnosi) e di neutralizzare (terapia) le placche amiloidi che si depositano nel cervello colpito dall'Alzheimer. Si tratta dunque di un programma di 'teranostica' (diagnostica abbinata a terapia), riferisce una nota della Bicocca. L'efficacia delle nanoparticelle sara' verificata su modelli animali della patologia (ratti transgenici), e se i dati preclinici saranno positivi si potra' passare alla sperimentazione sull'uomo.
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