Nuova tecnica per facilitare la crescita dell'embrione fuori dall'utero
Ricercatori australiani di fecondazione assistita hanno creato un nuovo tipo di coltura che consente agli embrioni di sopravvivere meglio nel periodo di cinque giorni fuori dell'utero, ed aiuta il feto e la placenta a svilupparsi in maniera piu' normale. Gli scienziati dell'universita' di Adelaide, guidati dalla prof. Claire Roberts del dipartimento di ostetricia e ginecologia, ritengono che la scoperta permettera' di raddoppiare i tassi di gravidanza assistita e di dimezzare l'incidenza di gravi complicazioni, come aborto spontaneo e pre-eclampsia, una malattia caratterizzata da pressione arteriosa elevata che puo' complicare la gravidanza, e mettere a repentaglio la vita della madre e del nascituro. La coltura, usata con successo su embrioni di topo, puo' rivoluzionare i trattamenti di fecondita', sostiene Roberts. 'Finora la coltura piu' comunemente usata non e' stata particolarmente efficace nel promuovere la sopravvivenza dell'embrione, e questa e' una delle ragioni principali per i bassi livelli di successo della fecondazione in vitro', ha spiegato. La nuova coltura contiene tre molecole che si trovano nei fluidi uterini di tutti i mammiferi. La loro presenza facilita la crescita dell'embrione e il suo impianto nell'utero, e inoltre lo sviluppo della placenta. La scoperta inoltre rendera' piu' realizzabile il trasferimento di un singolo embrione, riducendo cosi' l'incidenza di gravidanze multiple e moltiplicando le probabilita' di gravidanze riuscite. Le sperimentazioni umane dovrebbero iniziare entro due anni, e se i risultati saranno positivi, la procedura potra' aiutare quel 15% delle coppie infeconde, o che soffrono di frequenti aborti spontanei, ad avere figli.
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