Nuova Zelanda. Mucche clonate e geneticamente modificate ad uso alimentare
Un gruppo di ricercatori diretti dal Dott. Goetz Laible del Ruakara Research Institute ha annunciato di aver clonato un gruppo di mucche geneticamente modificate, il cui latte dovrebbe contenere un aumento del 100% di due tipi di proteine chiamate caseine. Secondo gli scienziati questa procedura, se adottata dalle industrie, offrirebbe dei "sostanziali guadagni economici", oltre a migliorare la qualita' nella produzione di formaggi. I risultati del loro lavoro sono pubblicati nel numero di febbraio della rivista "Nature Biotechnology".
Questo e' il primo caso nel quale una mucca e' stata sia geneticamente modificata che clonata allo scopo di produrre un alimento per il consumo umano, e nonostante le polemiche sugli eventuali rischi e sulla mancanza di garanzie di sicurezza, l'attivita' di ricerca e' andata avanti.
Il team di Laible ha prima inserito in una cellula bovina due geni, beta e kappa, responsabili della produzione di caseine. La cellula modificata e' stata poi fusa con un ovocita privato del suo nucleo originale e quindi impiantata nell'utero di una mucca. Dei 126 embrioni transgenici clonati, ne sono sopravvissuti 11 (il 9%), ma solo 9 hanno dato i risultati sperati. Dopo lo svezzamento infatti, gli scienziati hanno osservato che fra 11 mucche sane, 9 hanno prodotto latte con un aumento di beta caseina che andava dall'8 al 20%, e un incremento del 100% di kappa caseina rispetto ad una bestia normale.
I Governi sono ancora molto cauti nell'affrontare questo tipo di innovazioni, spesso per la mancanza di informazione o per l'allarmismo creato da una parte della comunita' scientifica. La biologa Sue Meyer del gruppo GeneWatch ad esempio, ha dichiarato che la clonazione e l'ingegneria genetica applicate agli animali da fattoria, sono tecnologie inaccettabili sul piano del benessere, perche' spesso danno vita a creature malate o che tendono a morire presto. Al contrario, imprenditori agricoli e ricercatori, generalmente approvano e pubblicizzano i risultati delle biotecnologie, salutandoli come progressi positivi per la societa'. Per la Food and Drug Administration comunque non e' ancora opportuno immettere latte o carne di animali clonati sul mercato, fino a che non vengano adottate delle politiche specifiche su questi prodotti.
Questo e' il primo caso nel quale una mucca e' stata sia geneticamente modificata che clonata allo scopo di produrre un alimento per il consumo umano, e nonostante le polemiche sugli eventuali rischi e sulla mancanza di garanzie di sicurezza, l'attivita' di ricerca e' andata avanti.
Il team di Laible ha prima inserito in una cellula bovina due geni, beta e kappa, responsabili della produzione di caseine. La cellula modificata e' stata poi fusa con un ovocita privato del suo nucleo originale e quindi impiantata nell'utero di una mucca. Dei 126 embrioni transgenici clonati, ne sono sopravvissuti 11 (il 9%), ma solo 9 hanno dato i risultati sperati. Dopo lo svezzamento infatti, gli scienziati hanno osservato che fra 11 mucche sane, 9 hanno prodotto latte con un aumento di beta caseina che andava dall'8 al 20%, e un incremento del 100% di kappa caseina rispetto ad una bestia normale.
I Governi sono ancora molto cauti nell'affrontare questo tipo di innovazioni, spesso per la mancanza di informazione o per l'allarmismo creato da una parte della comunita' scientifica. La biologa Sue Meyer del gruppo GeneWatch ad esempio, ha dichiarato che la clonazione e l'ingegneria genetica applicate agli animali da fattoria, sono tecnologie inaccettabili sul piano del benessere, perche' spesso danno vita a creature malate o che tendono a morire presto. Al contrario, imprenditori agricoli e ricercatori, generalmente approvano e pubblicizzano i risultati delle biotecnologie, salutandoli come progressi positivi per la societa'. Per la Food and Drug Administration comunque non e' ancora opportuno immettere latte o carne di animali clonati sul mercato, fino a che non vengano adottate delle politiche specifiche su questi prodotti.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti