Nuova Zelanda. Norml: un'invenzione la "reefer madness"
La National Organisation for the Reform of the Marijuana Laws neozelandese ha pubblicato un rapporto, basato su studi precedenti, che smentirebbe il mito della "pazzia da spinello" (reefer madness) e che affermerebbe la non esistenza di collegamenti diretti tra l'uso di cannabis e le malattie mentali."La stragrande maggioranza delle persone che fanno uso di cannabis -dice Chris Fowlie, portavoce del movimento, lo fanno in maniera sicura e consapevole. I rischi, caso mai vengono dalle politiche che sono state adottate fino ad adesso. Viene data piu' importanza all'arresto ed alla condanna, che non all'educazione. Ma tutti gli ultraproibizionisti non riescono a capire che con tutti i soldi che vengono spesi per arrestare chi fuma una canna, ne restano veramente pochi da destinare all'educazione. Il Governo neozelandese spende ogni anno 56 milioni di NZ$ (30,2 mil ¤) per la repressione, contro i 3 milioni (1,62 mil ¤) per l'educazione. E di fronte a questi dati dobbiamo aggiungere che l'educazione e' stata provata essere sette volte piu' funzionale della repressione nella riduzione nell'uso di droghe. Eppure non solo e' finanziata meno del dovuto dalle nostre istituzioni, ma e' anche scoraggiata da una legge che fa di ogni consumatore un criminale, e che quindi li rende meno propensi a credere nei messaggi contro l'uso non consapevole degli stupefacenti.
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