Giovedì 4 giugno 2026
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Nuova Zelanda. Sperimentazione animale, vogliamo parlarne?

OCEANIA - NUOVA ZELANDA
Notizia ·
Un editoriale firmato da Barbara Sumner Burstyn sul New Zealand Herald fa suonare l'allarme sulla sperimentazione animale in Nuova Zelanda. Ne riportiamo una sintesi:

A volte una scoperta scientifica e' cosi' impressionante che ti lascia congelato. Il trapianto di parti di testicoli di maiale o di capra sulla schiena dei topi, capaci percio' di produrre la stessa quantita' di spermatozoi prodotti da un maiale o da un caprone fa quest'effetto. La dottoressa Ina Dobrinski, che sta conducendo questi studi all'Universita' della Pennsylvania e' orgogliosa dei suoi risultati che, sostiene, permetteranno anche a chi viene sottoposto ad interventi di chemioterapia prima dell'eta' puberale, di mantenere la propria capacita' procreativa.

In Nuova Zelanda questo tipo di studi non e' insolito, vi sono almeno 40 gruppi di ricerca, alcuni universitari, altri privati, che stanno facendo ogni tipo di sperimentazione sugli animali, clonazione e modifiche genetiche comprese. Cio' che colpisce della dottoressa Dobrinski e' la trasparenza con cui ha reso noti i suoi studi. In Nuova Zelanda queste cose non vengono rese pubbliche. Solo pochi giorni fa, la compagnia statale AgResearch si e' appellata con successo all'Office of the Ombudsman per vedersi riconoscere il diritto di mantenere segreta l'identita' dei componenti del proprio comitato etico sulla sperimentazione animale. A sostegno di questa decisione il presidente del comitato etico per la sperimentazione animale dell'Universita' di Auckland, Don Love, ha assicurato il pubblico dicendo che le norme di approvazione dei protocolli di sperimentazione sono molto severe, soprattutto quando si tratta di esperimenti dolorosi per gli animali.

Davvero? Peter Willis, professore associato presso la stessa Universita' non e' cosi' convinto e sostiene che anche nell'appello della AgResearch sono stati trascurati fattori importanti. A suo dire, la Environmental Risk Management Authority (Erma), l'organismo che esamina le richieste di sperimentazione, ha una lunga collezione di progetti pieni di cancellature in cui le motivazioni contrarie alla sperimentazione sono state ignorate. Sommando le considerazioni di Willis alla notizia che la AgResearch ha evitato di sottoporre all'esame di un nuovo comitato etico il suo controverso progetto di inserire geni umani e di capra nelle mucche, magari a qualcuno puo' venire il sospetto che la AgResearch non sia proprio l'organizzazione piu' credibile quanto a fedelta' di adesione ai codici etici. Soprattutto riguardo gli animali. Un comitato etico degno di questo nome ha sue funzioni essenziali. La prima e' di impegnarsi efficacemente ad evitare gli esperimenti non necessari e ad incoraggiare la ricerca di alternative valide. Il secondo compito e' di essere trasparente ed affidabile, sia per i ricercatori che per il pubblico.

Secondo le denunce delle associazioni animaliste, la nostra comunita' scientifica e' una delle piu' secretate del mondo. La decisione del Chief Ombudsman non avra' altro effetto che quello di esacerbare la situazione e inficiare la propria credibilita' d'ora in poi sostenibile solo per coloro che hanno precisi interessi nei risultati di tali sperimentazioni. Quanto stabilito sancisce infatti che tutte le procedure e le decisioni saranno gestite nel chiuso della comunita' scientifica. Quand'anche il comitato etico avesse effettivamente stabilito degli efficaci meccanismi di controllo, non potra' confrontarsi con il pubblico, che a sua volta non potra' dare alcun contributo.

E' indubbio che la AgResearch ha le sue ragioni per chiedere l'anonimato. Citando un attentato ad ricercatore, avvenuto lo scorso anno, ha giustificato la richiesta con la necessita' di proteggere l'incolumita' di scienziati e membri del comitato etico. Cio' che pero' la AgResearch non ha realizzato e' che le persone ricorrono a mezzi estremi in situazioni estreme. Sapere che, ogni anno, in Nuova Zelanda vengono perpetrati atti crudeli su piu' di 300.000 animali puo' essere sufficiente a mettere in agitazione qualunque animalista un po' arrabbiato. La segretezza non serve quindi solo a permettere il lavoro delle istituzioni di ricerca, ma e' fuoco sulla miccia dei movimenti contrari alla sperimentazione animale. Non e' sufficiente che i membri dei comitati etici diano assicurazioni sull'eticita' delle loro azioni, devono anche assumersene la responsabilita' e difenderle alla luce del sole
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