Nuova Zelanda. Sul consumo medico della marijuana
Una recente sentenza, a scontare cinque mesi di prigione nei confronti di un malato sulla sedia a rotelle che coltivava la marijuana, ha aperto nuovamente il dibattito sull'eventuale consumo medico della sostanza tra le forze politiche neozelandesi.Jim Anderton, vice ministro alla Sanita' e presidente della commissione ministeriale sulla politica delle droghe, ha dichiarato alla National Radio che non sosterra' alcuna legge per il consumo medico della sostanza, e che il ministro sta esaminando la questione. "Al momento non ci sono prove cliniche e pareri qualificati che la cannabis cosi' consumata, sia innocua". Per Anderton, gli effetti del fumo della cannabis sono forse peggiori di quelli del tabacco, e se ne fosse consentita la somministrazione terapeutica dovrebbe essere bene controllata, e certi che procuri gli effetti auspicati. "Non si puo' autorizzare il consumo di qualsiasi cosa, foglia o altro -continua Anderton. Occorrono prove cliniche e opinioni qualificate che queste sostanza agisca appropriatamente con determinati dosaggi e dietro prescrizione medica".
Di tutt'altro avviso la parlamentare Verde Jeanette Fitzsimons: "E' un errore giudiziario mandare un prigione un uomo, non pericoloso per la societa', semplicemente perche' trova sollievo dalle sue sofferenze fisiche fumando la marijuana, sostanza che gli procura meno effetti collaterali dannosi delle normali medicine".
Per Anderton, se la cannabis fosse disponibile sotto altra forma che non il fumo, e se ne fosse provata l'efficacia, non avrebbe alcun problema a consentirne il consumo.
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