Nuova Zelanda. Timore per la chiusura dei "centri di scambio"
Gli operatori dei centri per la distribuzione delle siringhe, temono una crescita dei casi di epatite C dopo la chiusura di due centri per lo scambio delle siringhe a causa mancanza di fondi governativi.
E' sempre possibile riportare la siringa usata in farmacia, ma solo il 30% dei tossicodipendenti aderisce al programma di scambio attraverso le farmacie. E, soprattutto, le siringhe usate finiranno nei cassonetti pubblici, aumentando il pericolo per i cittadini. In Nuova Zelanda, circa la meta' degli eroinomani e' affetta da epatite C, ma solo lo 0.5% di loro e' positivo all'HIV.
I centri per questo tipo di trattamento ricevono ogni anno 2.2 milioni di dollari neozelandesi (circa un milione di euro), mentre necessiterebbero di piu' del doppio.
E' sempre possibile riportare la siringa usata in farmacia, ma solo il 30% dei tossicodipendenti aderisce al programma di scambio attraverso le farmacie. E, soprattutto, le siringhe usate finiranno nei cassonetti pubblici, aumentando il pericolo per i cittadini. In Nuova Zelanda, circa la meta' degli eroinomani e' affetta da epatite C, ma solo lo 0.5% di loro e' positivo all'HIV.
I centri per questo tipo di trattamento ricevono ogni anno 2.2 milioni di dollari neozelandesi (circa un milione di euro), mentre necessiterebbero di piu' del doppio.
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