Domenica 7 giugno 2026
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Nuove droghe. Accordo DPA-Carabinieri

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Rendere sempre piu' tempestiva ed efficace l'azione di contrasto alle "nuove droghe". E' l'obiettivo dell'accordo di collaborazione "Ris-N.e.w.s." siglato tra il Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri e i Carabinieri. Accordo in base al quale il Reparto investigazioni scientifiche e i Laboratori analisi sostanze stupefacenti dell'Arma entrano a far parte, a pieno titolo, dei centri collaborativi del Sistema di allerta precoce del Dipartimento (National early warning system).
La convenzione, nata dalla necessita' di un adeguamento costante delle conoscenze del personale specializzato, mira a consentire una sempre piu' rapida individuazione delle nuove sostanze stupefacenti con lo scopo di contrastarne la libera circolazione e la vendita sia via internet sia nei cosiddetti "smart shop". L'aggiornamento degli uomini dei Ris avverra' presso le loro sedi attraverso periodici incontri formativi, che avranno inizio proprio nel mese di aprile. Saranno in tutto 100 i militari che frequenteranno i corsi, tenuti da ufficiali comandanti delle Sezioni di chimica dei carabinieri e da esperti nazionali e internazionali dei Centri collaborativi del Dipartimento politiche antidroga. In particolare, verranno approfonditi i protocolli analitici e le buone prassi di laboratorio per l'analisi chimica, qualitativa e quantitativa, delle sostanze stupefacenti ed in particolare delle "nuove droghe". Sara' inoltre illustrato e analizzato nel dettaglio il funzionamento del Sistema di allerta precoce con particolare riferimento alla sua finalita': la rilevazione tempestiva dei fenomeni droga correlati potenzialmente pericolosi, l'invio di segnalazioni di allerta e l'attivazione di azioni di risposta.

Sono almeno 150 le nuove droghe sintetiche entrate sul mercato italiano: vendute su internet per lo piu' come prodotti legali a base di erbe, "espongono quotidianamente i consumatori, consapevoli o no, a gravissimi rischi per la salute". E' l'allarme lanciato da Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio, durante la presentazione dell'accordo stipulato con i carabinieri del Ris. "Non si puo' parlare di un consumo di massa, ma i casi di intossicazione gia' accertata sono gia' piu' di 40".
"Sorprende che l'eta' media di chi e' costretto al ricovero sia di 34 anni - ha premesso Serpelloni - pensavamo fosse un fenomeno circoscritto ai piu' giovani, che hanno piu' confidenza con la rete, e invece si tratta di 'amatori' che preferiscono droghe di un certo tipo o che addirittura cercano il nome chimico preciso della sostanza". A livello internazionale, "le nuove droghe sintetiche sono circa 600, commercializzate sia on line sia nei cosiddetti "smart shop": il problema e' che, "fino a quando non sono tabellate e riconosciute come illegali, non possono essere sequestrate". Il grosso della produzione e' localizzato in Cina, presso i cui laboratori di ricerca si riforniscono i Paesi del Nord e dell'Est europeo che poi provvedono al confezionamento, magari come profumatori, deodoranti da ambiente, sali da bagno o erbe da cucina. "Chi compra on line - ha ricordato il capo del Dpa - ricevera' a casa un pacco rigorosamente anonimo e con esso, a volte, delle proposte di entrare nella linea dei venditori secondo forme di vero e proprio 'franchising'".
In due anni, il 30,7% dei 426 siti che vendevano le "smart drug" sono stati chiusi o oscurati, mentre da tutti gli altri sono stati fatti rimuovere gli annunci 'illegali'. Un'attenzione particolare viene dedicata anche al fenomeno dei rave party illegali, molti dei quali convocati sempre via web con meno di 24 ore di anticipo: "in 18 mesi ne sono stati segnalati 113, il 57% dei quali impediti o gestiti dal punto di vista sanitario e dell'ordine pubblico". "In Italia - ha concluso Serpelloni - si registra un sensibile calo del consumo delle droghe tradizionali anche nelle prime tre citta', Roma, Napoli e Milano, con picchi del 50% in meno di metaboliti della cocaina rintracciati nelle acquee reflue. Ma personalmente mi preoccupa chi da' della cannabis un'immagine di sostanza naturale, che non crea dipendenza e che ha addirittura effetti terapeutici perche' il solo parlare di legalizzazione ne fa impennare i consumi". "Quello delle 'nuove droghe' e' un business impressionante - ha avvertito il generale di brigata Enrico Cataldi, comandante del Raggruppamento investigazioni scientifiche dell'Arma - visto che da ogni chilo di cannabinoidi di sintesi, pagato tra i 1.000 e i 1.500 euro, si ricavano circa 10mila bustine: vendute ciascuna a 30-40 euro, assicurano un incasso finale di 300mila-400mila euro". La nuova sfida si gioca tutta su Internet: "se un certo prodotto va bene, si insiste sull'offerta, in caso contrario si punta su una sostanza alternativa. Il tutto in tempi brevissimi e potendo contare su una gigantesca rivendita telematica aperta 24 ore su 24 e accessibile da qualsiasi angolo del mondo".

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