Nuove regole di tracciamento per la cannabis dal seme alla vendita
Il governo albanese ha adottato un nuovo quadro normativo per il tracciamento e il controllo dell'industria della cannabis, basato sul sistema cosiddetto "seed-to-sale" (dal seme alla vendita), già adottato in molti mercati legali del settore nel mondo. Come riporta International Cannabis Business Conference, le nuove regole coprono l'intera filiera produttiva.
Il sistema di sorveglianza stabilisce un controllo che copre tutta la catena di attività: dall'importazione di semi, piantine e talee, fino alla coltivazione, alla raccolta, all'essiccazione, alla lavorazione, allo stoccaggio, al trasporto e all'esportazione. Le norme definiscono inoltre le procedure per il sequestro, la confisca e la distruzione dei materiali legati alla cannabis, secondo quanto riportato dalla testata locale Albanian Daily News.
Oltre al tracciamento vero e proprio, le nuove regole permetteranno alle autorità di condurre ispezioni più frequenti sulle attività legate alla cannabis, comprese verifiche non programmate in determinate condizioni. Eventuali sospetti di violazione - come la mancata trasmissione di report obbligatori, discrepanze nelle segnalazioni o reclami da parte delle autorità - potranno far scattare controlli supplementari. Le ispezioni fuori dal programma annuale potranno essere disposte anche su richiesta di autorità giudiziarie o di altro tipo, in caso di incidenti critici o di malfunzionamenti dei sistemi di sicurezza e tracciabilità.
Un elemento centrale del nuovo impianto normativo riguarda l'uso della tecnologia per il monitoraggio delle attività. L'agenzia di controllo avrà accesso in tempo reale, ininterrotto, ai sistemi di videosorveglianza degli operatori, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Le ispezioni da remoto potranno inoltre basarsi su sistemi di telemetria, sensori ambientali, sistemi di allarme, droni e piattaforme satellitari, oltre a strumenti digitali di monitoraggio. Le informazioni e le immagini raccolte tramite questi sistemi potranno essere inserite nei verbali di ispezione ufficiali e utilizzate come prova in procedimenti amministrativi, civili o penali.
Il nuovo quadro normativo arriva circa tre anni dopo che il parlamento albanese, nel luglio 2023, aveva approvato con un voto di 69 a 23 la legalizzazione della cannabis a scopo medico e industriale, istituendo la National Agency for the Control of Cannabis (Agenzia nazionale per il controllo della cannabis), posta sotto la vigilanza del ministero della Salute. Circa due anni più tardi, nel giugno 2025, il governo albanese ha approvato le prime licenze per la coltivazione legale di cannabis a uso medico e industriale, autorizzando coltivazioni distribuite dal nord al sud del paese per un totale di 29.000 ettari di terreno.
Il provvedimento è stato presentato dalle autorità come un'opportunità di crescita economica, ma non sono mancate le critiche. L'opposizione e diversi osservatori hanno sollevato dubbi sul rischio che un settore storicamente segnato da coltivazioni illegali di massa possa diventare un terreno favorevole a infiltrazioni della criminalità organizzata, nonostante il tetto legale nazionale per la coltivazione resti fissato a 200 ettari.