Nuovo caso giudiziario sul testamento biologico
Atteso a giorni a Modena quello che potrebbe diventare il secondo caso di testamento biologico basato su un decreto. Il primo caso del genere risale al maggio scorso, quando una donna malata di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) aveva chiesto e ottenuto di morire secondo le sue volonta' basandosi sulla norma del 2004 che prevede la nomina di amministratore di sostegno. Questa volta a chiedere il decreto e' un uomo di 50 anni 'perfettamente sano e in grado di intendere e di volere', rende noto il suo avvocato, Maria Grazia Scacchetti, docente di Diritto romani nell'universita' di Modena. L'uomo ha seguito l'iter previsto dalla legge sull'amministratore di sostegno: con il suo avvocato si e' rivolto a un notaio per redigere una scrittura privata nella quale ha indicato nella moglie il suo amministratore di sostegno e le ha quindi attribuito il compito, nel caso cui gravissime condizioni di salute gli impedissero di formulare la sua volonta', di negare il consenso a interventi di nutrizione forzata o di tracheostomia. La scrittura e' stata autenticata dal notaio e quindi l'uomo e il suo avvocato si sono rivolti al giudice tutelare che, dopo avere incontrato l'uomo e la sua famiglia, dovra' ora depositare il decreto.
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