Martedì 9 giugno 2026
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Nuovo documento sulla bioetica: no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, ...

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
No alla ricerca delle cellule embrionali, no alla crioconservazione degli embrioni, no ancora all'utilizzo della pillola del giorno dopo, alla Ru 486 alLa spirale e a tutti gli anticoncezionali responsabili in varia misura di forme piu' o meno esplicite di aborto.

No poi alle tecniche di fecondazione artificiale, alla clonazione umana e a quella a scopo terapeutico, no all'utilizzo di linee cellulari embrionali per la ricerca o la sperimentazione da parte dei ricercatori anche quando le leggi di un Paese lo permettono, no alla diagnosi preimpianto -che prefigura una selezione genetica- e no all'ingegneria genetica; in nessun caso l'uomo deve sostituirsi al Creatore. E' questo il lungo elenco di divieti messo a punto dalla Congregazione per la dottrina della fede e presentato oggi nella Sala stampa vaticana.

L'Istruzione ha per titolo 'Dignitas personae' e segue la 'Donum viate' del 1987. Il documento e' stato presentato da mons.
Francisco Ladaria, Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, da mons. Rino Fisichella, Presidente della Pontificia accademia per la vita, dalla professoressa Maria Luisa Di Pietro, presidente dell' Associazione Scienza e vita, e da mons. Elio Sgreccia, ex Presidete della Pontificia accademia per la vita. Per la nuova serie di limiti e paletti posti dal Vaticano sui temi della bioetica, la santa sede parte da quello che definisce un 'si'' alla vita, e quindi dalla definizione dell'embrione come persona umana completa, e da quest'ultima affermazione discendono tutte le scelte successive.
 
Nel testo si afferma che la famiglia costituisce l'origine della vita umana, che l' uomo e' creato a immagine di Dio e l'amore fra uomo e donna e' riflesso amore trinitario, quindi si conferma il no alle varie forme di fecondazione artificiale. Ancora la diagnosi pre-impianto viene condannata dal Vaticano.

'La diagnosi pre-impiantatoria -si legge- e' una forma di diagnosi prenatale, legata alle tecniche di fecondazione artificiale, che prevede la diagnosi genetica degli embrioni formati in vitro, prima del loro trasferimento nel grembo materno. Essa viene effettuata allo scopo di avere la sicurezza di trasferire nella madre solo embrioni privi di difetti o con un sesso determinato o con certe qualita' particolari'.

Quindi si spiega: 'Diversamente da altre forme di diagnosi prenatale, alla diagnosi pre-impiantatoria segue ordinariamente l'eliminazione dell'embrione designato come sospetto di difetti genetici o cromosomici, o portatore di un sesso non voluto o di qualita' non desiderate'.

'La diagnosi pre-impiantatoria -percio'- e' finalizzata di fatto ad una selezione qualitativa con la conseguente distruzione di embrioni, la quale si configura come una pratica abortiva precoce. Trattando l'embrione umano come semplice materiale di laboratorio, si opera un'alterazione e una discriminazione anche per quanto riguarda il concetto stesso di dignita' umana, Tale discriminazione e' immorale e percio' dovrebbe essere considerata giuridicamente inaccettabile'.

Quanto all'ipotesi di applicare l' ingegneria genetica per presunti fini di miglioramento e potenziamento della dotazione genetica -spiega piu' avanti l'Istruzione della Congregazione per la dottrina della fede- si deve osservare che tali manipolazioni favorirebbero 'una mentalita' eugenetica' e introdurrebbero 'un indiretto stigma sociale nei confronti di coloro che non possiedono particolari doti e enfatizzano doti apprezzate da determinate culture e societa', che non costituiscono di per se' lo specifico umano'.

'Cio' contrasterebbe -afferma il testo- con la verita' fondamentale dell'uguaglianza tra tutti gli esseri umani, che si traduce nel principio di giustizia, la cui violazione, alla lunga, finirebbe per attentare alla convivenza pacifica tra gli individui. Si deve rilevare infine che nel tentativo di creare un nuovo tipo di uomo si ravvisa una dimensione ideologica, secondo cui l'uomo pretende di sostituirsi al Creatore'.

COMMENTI


'L'ultima presa di posizione della Congregazione della Dottrina della Fede in materia bioetica risale al 1987. Mi pare dunque molto ragionevole, anche per rispondere alle sollecitazioni della sanita' cattolico, prendere posizioni esplicite su tutta una serie di problemi': a dirlo e' Francesco D'Agostino, presidente onorario del Comitato Nazionale per la Bioetica, nel corso di una intervista a Econews sull'Istruzione Dignitas Personae.
'Oggi il massimo problema etico - spiega D'Agostino - e' quello della progressiva invasivita' della tecnica nella vita quotidiana. Se c'e' un'esperienza fondamentale della vita quotidiana e' la sessualita'. La fecondazione in vitro sostituisce, marginalizza, e al limite rende superfluo l'atto sessuale come atto procreativo. Questo e' un immenso problema etico e antropologico. Credo sia contraddittorio continuare a battersi per il rispetto dell'ambiente, della natura e contro l'invasivita' della tecnologia, facendo come unica eccezione quella della tecnologia procreativa. Questo e' un problema su cui la Chiesa da decenni porta l'attenzione, e che puo' essere condiviso o non condiviso, ma non e' una posizione banale o retrograda quella della Chiesa. E' anzi d'avanguardia, perche' e' in sintonia con tutte quelle posizioni che ci mettono sull'avviso rispetto all'invasivita' del progresso tecnologico'.
 
Con l'istruzione 'Dignitas Personae', pubblicata oggi dalla congregazione per la dottrina della fede, 'la Chiesa ha finalmente preso una posizione netta facendo piazza pulita di ipocrisia sulle tecniche di fecondazione moralmente permesse ma, per onesta' intellettuale e deontologica, bisogna avvertire che chi seguira' le indicazioni della Chiesa avra' possibilita' di concepire molto basse'.
Lo afferma Claudio Giorlandino, Presidente del FORAGER, Forum delle Associazioni di Genetica e Riproduzione. 'Secondo il punto di vista delle Chiesa - dice Giorlandino - sono ammesse esclusivamente le stimolazioni per l'ovulazione e le terapie sul seme maschile. Questo e' un grande passo verso una chiarezza che, noi cattolici convinti, aspettavamo da tempo.
Stupivano infatti le prese di posizione a favore della Legge 40 sostenute dalla massiccia campagna elettorale del fronte cosiddetto cattolico che difendeva una legge comunque immorale anche se voleva limitare le tecniche in vitro. Stupiva inoltre il fatto che, anche negli istituti cattolici, fosse permesso l'uso di tecniche dove il concepimento avviene, si nel corpo della madre, ma non attraverso il sano atto coniugale, ci si riferisce alla inseminazione intrauterina omologa o alla GIFT, tecniche ancora oggi praticate, scelta che suonava e suona a molti cattolici come una ipocrisia'.
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