Nuovo fronte delle droghe sintetiche nelle Americhe

Per decenni l'Ecuador è stato percepito come un'eccezione in una regione devastata dal narcotraffico, dalla violenza armata e dalla corruzione istituzionale. Come riporta Diálogo Américas, mentre i paesi vicini combattevano guerre aperte tra cartelli e forze statali, l'Ecuador sembrava restare ai margini di queste dinamiche.
Quell'immagine ha cominciato lentamente a incrinarsi fino a collassare del tutto nel gennaio 2024, quando il presidente Daniel Noboa ha dichiarato lo stato di conflitto armato interno e ha designato 22 organizzazioni criminali come gruppi terroristici. La misura ha portato alla luce una realtà che covava da anni: un drammatico aumento degli omicidi, bande armate in lotta per il controllo del territorio, carceri trasformate in basi operative delle organizzazioni criminali e istituzioni sopraffatte.
A questo quadro già critico si aggiunge ora una nuova minaccia: l'infiltrazione delle droghe sintetiche, in particolare del fentanyl. Secondo quanto documentato dalla testata specializzata, l'Ecuador non è più un paese periferico rispetto al traffico internazionale di stupefacenti, ma è diventato un nodo strategico per le organizzazioni criminali transnazionali che lo utilizzano come hub di distribuzione verso altri mercati.
Negli ultimi cinque anni il paese andino è passato dall'essere un semplice punto di transito a uno dei più importanti centri internazionali del narcotraffico nell'emisfero occidentale, con cocaina proveniente da Colombia e Perù che viene redistribuita verso il Nord America e l'Europa. Ora a questo traffico consolidato si affianca la pressione dei cartelli che puntano a espandere il mercato degli oppioidi sintetici nella regione.
La situazione ha spinto le autorità ecuadoriane a intensificare la cooperazione internazionale. All'inizio del 2026 un'operazione coordinata tra forze ecuadoriane, DEA ed Europol ha smantellato una rete internazionale di traffico di droga legata all'organizzazione criminale Los Lobos. Sempre nel 2026 è stato aperto a Quito il primo ufficio permanente dell'FBI in Ecuador, per rafforzare la collaborazione investigativa su traffico di droga e armi, riciclaggio di denaro e criminalità organizzata transnazionale.
Sul fronte europeo, l'Agenzia europea per le droghe (EUDA) e il Ministero degli Esteri ecuadoriano hanno firmato un nuovo programma di lavoro congiunto 2026-2028, che prevede scambi su metodologie di monitoraggio, dati sui sequestri, prezzi e purezza delle sostanze, nonché metodi di laboratorio per identificare le sostanze precursori. Un elemento chiave del programma è lo sviluppo di un sistema informativo integrato a supporto di un futuro Osservatorio nazionale sulle droghe in Ecuador.