Lunedì 8 giugno 2026
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Il nuovo paniere dell'Istat

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'Istat comunica che nel 2013 il paniere utilizzato per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo per l'intera collettività nazionale (Nic) e per le famiglie di operai e impiegati (Foi) risulta composto da 1.429 prodotti (1.383 nel 2012), aggregati in 603 posizioni rappresentative (597 nel 2012).
Il paniere utilizzato per il calcolo dell'indice dei prezzi al consumo armonizzato (Ipca) incorpora 1.451 prodotti, aggregati in 608 posizioni rappresentative (602 nel 2012).
Entra nel paniere la posizione rappresentativa Gas metano per autotrazione, mentre viene ampliata la gamma di prodotti in cui si articolano le posizioni rappresentative Smartphone e Tablet PC, che ora comprendono rispettivamente i Phablet (che combinano le caratteristiche degli smartphone e dei mini tablet) e i Tablet trasformabili, utilizzabili anche come notebook.
Inoltre, nella voce Abbigliamento per bambino (3-13 anni) sono state introdotte cinque nuove posizioni.
Escono dal paniere le posizioni rappresentative Netbook e Mediazione civile: la prima perche si e ridotta la spesa delle famiglie destinata a tale bene, la seconda a seguito della Sentenza della Corte costituzionale del 24 ottobre 2012, che ne ha cancellato l'obbligatorietà, inizialmente prevista per alcune materie.
Sono state aggiornate le descrizioni di 129 posizioni, al fine di adeguare la rilevazione ai cambiamenti intercorsi nelle caratteristiche dei prodotti, e permettere una maggiore comparabilità delle statistiche sui livelli di prezzo elaborate in Italia con quelle degli altri Paesi europei.
Nel 2013 sono 82 i Comuni capoluoghi di Provincia che concorrono alla stima dell'inflazione (84 nel 2012); la copertura dell'indagine, in termini di popolazione provinciale, è pari all'84% (86,3% nel 2012). Nei Comuni capoluogo sono circa 41.300 le unità di rilevazione presso le quali vengono monitorati i prezzi (tra punti vendita, imprese e istituzioni) e 8.100 le abitazioni soggette alla rilevazione dei canoni di affitto.
Nel complesso, le quotazioni di prezzo rilevate ogni mese ammontano a 584.000, di cui circa 502.000 raccolte sul territorio mediante l'utilizzo di tablet PC e inviate all'Istat dagli Uffici comunali di statistica e 82.000 rilevate centralmente dall'Istat.
La struttura di ponderazione dell'indice Nic vede in aumento, rispetto a quella utilizzata l'anno precedente, il peso relativo delle divisioni di spesa abitazione, acqua, elettricita e combustibili, servizi ricettivi e di ristorazione, mobili, articoli e servizi per la casa, ricreazione, spettacoli e cultura, comunicazioni e bevande alcoliche e tabacchi.
I cali più rilevanti in termini assoluti riguardano, invece, le divisioni servizi sanitari e spese per la salute, abbigliamento e calzature e trasporti.
Nel 2013 l'informazione territoriale si amplia con la diffusione degli indici Nic per frequenza d'acquisto a livello regionale e di ripartizione geografica (erano già diffusi a livello nazionale e comunale) e degli indici per tipologia di prodotto per Comuni, Regioni e ripartizioni.
In un'ottica di miglioramento continuo della qualità delle stime prodotte, sono state effettuate alcune revisioni della metodologia di rilevazione dei prezzi al consumo e di calcolo dei relativi indici: - in relazione alla metodologia di calcolo, viene ulteriormente migliorato il metodo di stima delle mancate rilevazioni temporanee con riferimento ai prodotti non stagionali dell'abbigliamento e calzature, sulla scia dell'esperienza maturata con l'applicazione del Regolamento CE n.330/2009; - in relazione alla metodologia di rilevazione, in considerazione dei mutamenti intervenuti nelle politiche di prezzo operate in particolare dalla grande distribuzione organizzata, viene ridotto, da 14 a 7 giorni, il periodo temporale minimo di sussistenza di una riduzione temporanea di prezzo al fine della sua rilevazione per il calcolo dell'indice Ipca; - nell'ambito del segmento servizi di telefonia mobile, per l'omonima posizione rappresentativa, la rilevazione, svolta centralmente dall'Istat, è stata ampliata alle "opzioni" oltre che ai "piani tariffari" per i diversi gestori e profili di consumo.
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