Obama l' 'abortista' conquista il 54% dei voti cattolici
Barack Obama ha conquistato il 54% dei voti cattolici negli Stati Uniti, e fra questi un afflusso di consensi particolarmente consistete e' arrivato dai 'Latino catholics', cioe' dai fedeli ispanici, gli immigrati del centro e sud America. E ancora emerge che rispetto ai tradizionali temi etici, come matrimoni gay e aborto, abbiano pesato in misura assai maggiore nella scelta degli elettori la guerra in Iraq, la questione dell'assistenza sanitaria e la crisi economica. A rendere noti gli orientamenti dell'elettorato cattolico e degli altri gruppi religiosi e' stato il Pew Forum on Religion and Public Life, uno dei maggiori istituti statistici degli Usa, il rapporto e' stato pubblicato oggi dall'Osservatore romano. 'Secondo il Pew Forum - si legge sul quotidiano della Santa Sede - i cattolici si sono mossi notevolmente in direzione democratica nel 2008; in totale i cattolici che hanno votato Obama sono stati il 9% in piu' rispetto a quelli che hanno scelto McCain (rispettivamente 54% e 45%). Al contrario, quattro anni fa i cattolici che avevano votato repubblicano, favorendo George W. Bush rispetto a Kerry erano stati il 52% contro il 47%.'. 'Sebbene al momento ancora non ci siano analisi certe - prosegue l'articolo - anche dagli exit poll appare evidente come Obama sia andato bene soprattutto fra i Latino Catholics, i cattolici ispanici. I due terzi dei Latinos hanno preferito Obama a McCain, con un incremento di tredici punti percentuali rispetto a quanti avevano votato per il candidato democratico secondo gli exit poll del 2004'.
'Allo stesso tempo - prosegue l'analisi - Obama ha guadagnato il 4% di voti fra i white catholics, un incremento quindi minore rispetto a quello ottenuto fra i cattolici in generale.
Infatti, nel 2004, i cattolici bianchi avevano favorito, come anche nel 2008, il candidato repubblicano, sebbene con un piu' piccolo margine: tredici punti percentuali di vantaggio repubblicano nel 2004 contro i cinque punti di vantaggio nel 2008'.
'Obama si e' comportato meglio di Kerry - si legge nel testo - anche fra i protestanti. In totale, il 45% di questi ha votato per il democratico, con un incremento del 5% rispetto al 2004. Il guadagno piu' consistente ottenuto dal neopresidente degli Stati Uniti fra i protestanti e' stato fra i non bianchi. E' interessante notare tuttavia come l'incremento registrato da Obama sia avvenuto fra i bianchi evangelici (piu' 5%), gruppo tradizionalmente repubblicano, rispetto ai protestanti bianchi che non si definiscono evangelici'.
'Gran parte degli analisti che in queste ore stanno analizzando il voto - scrive l'Osservatore romano - sono d'accordo sul fatto che gli elettori hanno basato la loro scelta in primo luogo su questioni come l'economia, l'assistenza sanitaria e la guerra in Iraq, piuttosto che su questioni sulle quali tradizionalmente si incentrano le preoccupazioni religiose, come l'aborto o le unioni fra persone dello stesso sesso'.
'Allo stesso tempo - prosegue l'analisi - Obama ha guadagnato il 4% di voti fra i white catholics, un incremento quindi minore rispetto a quello ottenuto fra i cattolici in generale.
Infatti, nel 2004, i cattolici bianchi avevano favorito, come anche nel 2008, il candidato repubblicano, sebbene con un piu' piccolo margine: tredici punti percentuali di vantaggio repubblicano nel 2004 contro i cinque punti di vantaggio nel 2008'.
'Obama si e' comportato meglio di Kerry - si legge nel testo - anche fra i protestanti. In totale, il 45% di questi ha votato per il democratico, con un incremento del 5% rispetto al 2004. Il guadagno piu' consistente ottenuto dal neopresidente degli Stati Uniti fra i protestanti e' stato fra i non bianchi. E' interessante notare tuttavia come l'incremento registrato da Obama sia avvenuto fra i bianchi evangelici (piu' 5%), gruppo tradizionalmente repubblicano, rispetto ai protestanti bianchi che non si definiscono evangelici'.
'Gran parte degli analisti che in queste ore stanno analizzando il voto - scrive l'Osservatore romano - sono d'accordo sul fatto che gli elettori hanno basato la loro scelta in primo luogo su questioni come l'economia, l'assistenza sanitaria e la guerra in Iraq, piuttosto che su questioni sulle quali tradizionalmente si incentrano le preoccupazioni religiose, come l'aborto o le unioni fra persone dello stesso sesso'.
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