Lunedì 8 giugno 2026
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Obama: alla ricerca scientifica il 3% del pil. E sull'aborto riesce a ottenere il si' dei vescovi

AMERICHE - USA
Notizia ·
Il presidente americano Barack Obama ha promesso oggi di investire nella ricerca scientifica e nello sviluppo il tre per cento del prodotto interno lordo Usa.
Obama, in un discorso alla Accademia Nazionale delle Scienze, ha detto che 'e' giunto il momento per l'America' di assumere di nuovo la leadership nel settore della ricerca e dello sviluppo.

VESCOVI LODANO PIANO DEMOCRATICO PER RIDURRE NUMERO ABORTI
- I vescovi Usa hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno ad un piano della maggioranza democratica per ridurre il numero degli aborti e per sostenere le donne in gravidanza. In una lettera, il presidente del comitato per le attivita' pro-life della Conferenza episcopale Usa, il card. Justin Rigali, ha lodato il Pregnant Women Support Act, presentato alla Camera Usa dal deputato democratico Lincoln Davis.
Si tratta di una legge, scrive il card. Rigali, che 'tende una mano alle donne nel momento in cui sono piu' vulnerabili, e maggiormente impegnate nel prendere una decisione sulla vita o la morte dei loro bambini non nati'.
La legge, prosegue la lettera, offre 'un vero e proprio terreno comune', con un 'approccio che puo' essere condiviso da tutti, a prescindere dalle loro posizioni su altri argomenti'.
'Ci sono alcune prese di posizione su cui tutti possono dirsi d'accordo - scrive Rigali -. In primo luogo, che piu' di un milione di aborti all'anno in questo Paese siano una tragedia, e che dovremmo almeno fare dei passi per ridurne il numero. Poi, che una donna non dovrebbe mai abortire perche' sente di non aver altra scelta, o perche' le alternative non erano disponibili o non le erano state comunicate. Un aborto praticato in queste condizioni di difficolta' economica e sociale non puo' essere considerato da nessuno come 'liberta' di scelta''.
In campagna elettorale, Obama, malgrado lo scetticismo di parte dei vescovi cattolici Usa, aveva raccolto il sostegno di importanti esponenti del movimento cattolico antiaborista con il suo piano volto a ridurre il numero degli aborti, e i voti della maggioranza dei cattolici. Dalla sua nomina, il presidente democratico si e' scontrato con la Chiesa cattolica sulla questione della ricerca sulle cellule staminali e per l'invito, rivoltogli dall'universita' cattolica di Notre Dame, di partecipare alla cerimonia di consegna delle lauree.

OBAMA-CATTOLICI,TENSIONI PER UNA LAUREA AD HONOREM -
Le voci di esponenti di punta del mondo cattolico americano rompono il coro di consensi per come Barack Obama ha gestito i primi 100 giorni da presidente.
Con un gesto che fara' discutere, l'ex ambasciatrice degli Usa in Vaticano, Mary Ann Glendon, ha rifiutato il piu' importante riconoscimento del mondo accademico cattolico, perche' al ritirarlo all'Universita' di Notre Dame, nell'Indiana, avrebbe dovuto dividere il palco con Obama.
La Glendon, professoressa di diritto a Harvard ed ex presidente dell'Accademia pontificia delle scienze sociali, non sara' al Notre Dame il 17 maggio, quando l'universita' cattolica affidera' al presidente il discorso ai neo-laureati e gli conferira' la laurea honoris causa in legge. L'ex inviata di George W.Bush presso la Santa Sede doveva ritirare la prestigiosa 'Laetare Medal' e tenere, con Obama, uno dei due discorsi della giornata. Ma dopo settimane di riflessione, ha rinunciato esprimendo 'sgomento' per la scelta del Notre Dame di 'non rispettare l'indicazione della Conferenza dei vescovi alle istituzioni cattoliche, perche' non onorino coloro che agiscono sfidando i nostri principi morali fondamentali'.
La polemica arriva in un momento delicato nei rapporti tra Casa Bianca e Santa Sede, con Obama che deve scegliere il successore della Glendon come ambasciatore e con la prospettiva di un incontro tra il presidente e Benedetto XVI a margine del G8 in Italia a luglio.
E' stata in particolare la laurea a Obama a creare nelle ultime settimane una rivolta nel mondo cattolico, dai vescovi alle organizzazioni antiabortiste, indignati con Notre Dame per un gesto che viene visto come in aperta sfida con le direttive della Chiesa. Nel 2004 la Conferenza dei vescovi americani, anche su input dell'allora cardinale Joseph Ratzinger, mise a punto un documento nel quale si chiedeva tra l'altro alle istituzioni cattoliche di non premiare politici che hanno posizioni sull'aborto, l'embrione o la famiglia in contrasto con la dottrina cattolica. Alcune scelte fatte da Obama hanno fatto reagire duramente i vescovi, in particolare il finanziamento alle organizzazioni internazionali che promuovono l'aborto come strumento di pianificazione familiare, e il via libera ai fondi federali per la ricerca sulle staminali embrionali.
L'universita', per bocca del rettore, padre John Jenkins, ha difeso la scelta di invitare Obama ricordando che c'e' una lunga tradizione di presidenti intervenuti alla cerimonia di fine anno accademico, e che si tratta di un'opportunita' di dialogo, anche grazie al fatto che a 'bilanciare' la giornata c'era il discorso della Glendon. Ma prima il vescovo locale di South Bend, in Indiana - dove sorge il campus -, poi il presidente della Conferenza dei vescovi, cardinale Francis George, e infine uno dopo l'altro vari vescovi e cardinali influenti (tra cui il nuovo arcivescovo di New York, Timothy Dolan), hanno bocciato e duramente criticato la scelta di Jenkins. Varie organizzazioni cattoliche hanno lanciato raccolte di firme contro Notre Dame e progettano manifestazioni in occasione della visita di Obama.
All'ateneo viene ora a mancare anche il paravento della presenza della Glendon. La giurista ha detto di ritenere le direttive dei vescovi un invito 'cosi' ragionevole che non riesco a capire perche' un'universita' cattolica debba ignorarlo' e si e' rifiutata di prestarsi a 'bilanciare' la presenza di Obama.
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