Lunedì 8 giugno 2026
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Obama intende smantellare da subito restrizioni su aborto e staminali

AMERICHE - USA
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Mentre gran parte dei commentatori sono concentrati sul tema economia e su Guantanamo, molto probabilmente la prima decisione operativa del nuovo presidente Usa Barack Hussein Obama avrà una valenza simbolica altrettanto dirompente e di rottura. Già da oggi, infatti, Obama, potrebbe iniziare a smantellare la cosiddetta "Mexico City Policy", ovvero abolire la norma che proibisce agli Usa di finanziare organizzazioni e piani per la pianificazione familiare che prevedano l'aborto. La norma, definita anche Global Gar Rule, venne adottata solo due anni fa dal'amministrazione Bush.
Che il tema dell'aborto resti un indicatore sensibile e delicato della temperatura etica degli States è testimoniato anche da una controversia riesplosa soltanto ieri. Sette stati dell'Unione (California, Illinois, Massachusetts, New Jersey, Oregon e Rhode Island, Connecticut) hanno presentato un'istanza contro una recente decisione del govero federale che amplia le protezioni e le garanzie per quei medici e quei funzionari della sanità che fanno obiezione di coscienza all'aborto o la contraccezione per motivi religiosi o morali. La norma, decisa dall'amministrazione Bush il mese scorso, dovrebbe entrare in effetti questa settimana e renderebbe molto difficile procurarsi contraccettivi e praticare l'aborto in tutta una serie di casi di emergenza, dai casi di stupro a quelli di malattia.
Nell'agenda presidenziale, anche l'abolizione delle restrizioni al finanziamento federale della ricerca con le staminali embrionali, voluta dal predecessore.

Monito dei vescovi statunitensi al neo-presidente Usa: con quella che e' la seconda lettera inviata a Obama in meno di una settimana, l'arcivescovo di Chicago e presidente della episcopato Usa card. Francis George ha avvertito che sarebbe un 'errore gravissimo' per la nuova amministrazione permettere il finanziamento federale della ricerca sulle cellule staminali o cambiare in qualche modo l'attuale legislazione sulle questioni della 'vita'.
Queste politiche, scrive George in una lettera datata 16 gennaio ma diffusa soltanto ieri sera, 'potrebbero introdurre importati fattori negativi e di divisione nella vita nazionale, in un momento in cui dobbiamo unirsi per affrontare le gravi sfide che minacciano il nostro popolo'.
Il card. George sa che molti vogliono che Obama usi presto i suoi poteri 'per cambiare le leggi attuali che si oppongono alla distruzione della vita umana per mano del governo'. 'Ti invito - scrive pero' il presidente dei vescovi Usa - che questo potrebbe essere un errore terribile, moralmente, politicamente e per quel che riguardo la crescita della solidarieta' e del benessere del popolo della nostra nazione'.
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