Obesità: colpisce il 43% degli adulti e il 29% dei bambini
In Italia quasi un adulto su due convive con un peso superiore a quello raccomandato per la salute, e la situazione non migliora tra i più piccoli. Come riporta Quotidiano Sanità, i dati della sorveglianza PASSI dell'Istituto Superiore di Sanità relativi al biennio 2024-2025 mostrano che il 43% degli adulti italiani è in eccesso ponderale: il 32% è in sovrappeso e oltre il 10% convive con una forma di obesità.
Il fenomeno cresce con l'età - un dato rilevante se si considera che l'Italia ha l'età media più alta d'Europa - e colpisce maggiormente le persone con un livello di istruzione più basso o in condizioni economiche più fragili. Al Sud la situazione è più critica, e la Campania rappresenta un caso limite: oltre la metà della popolazione adulta della regione è in sovrappeso o vive con obesità. Nonostante questo quadro, meno della metà delle persone intervistate ha ricevuto indicazioni sanitarie sul controllo del peso da parte di un operatore sanitario, elemento che secondo i ricercatori dell'ISS aumenta significativamente la probabilità di adottare comportamenti più salutari.
Non va meglio tra i bambini. Secondo i dati della sorveglianza OKkio alla Salute, il 19% dei bambini italiani è in sovrappeso e il 9,8% vive con obesità, di cui il 2,6% in forma grave: complessivamente circa il 29% dei più piccoli si trova in una condizione di eccesso ponderale.
I numeri sono stati presentati in esclusiva al Congresso nazionale della Società Italiana dell'Obesità (SIO) WiP 2026, in corso a Palermo. Nell'ambito dello stesso congresso è stato illustrato anche uno studio coordinato da Emanuele Miraglia del Giudice, ordinario di Pediatria, condotto su 79 geni collegati al controllo del peso corporeo: in oltre la metà dei giovani pazienti analizzati sono emerse varianti genetiche rare, e nel 20% dei casi erano presenti più alterazioni combinate, le cosiddette forme "oligogeniche". Si tratta di un risultato che, secondo i ricercatori, apre la strada a una comprensione più approfondita della malattia e, in prospettiva, a percorsi diagnostici e terapeutici personalizzati.
Il presidente della SIO, Silvio Buscemi, professore di Nutrizione Clinica all'Università di Palermo, ha sottolineato che dopo l'approvazione della Legge 149/2025, che ha riconosciuto l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, è necessario passare dal riconoscimento legislativo a una presa in carico concreta dei pazienti attraverso percorsi di cura effettivamente accessibili. Al dibattito ha partecipato anche l'onorevole Roberto Pella, promotore della legge, che ha confermato l'intenzione di darle piena attuazione.
Tra le priorità indicate dalla società scientifica figurano l'avvio operativo dell'Osservatorio per lo Studio dell'Obesità, istituito lo scorso luglio, e la creazione di un Registro Nazionale dedicato. Un altro nodo aperto riguarda la rimborsabilità dei farmaci della classe GLP-1/GIP per le persone che convivono con l'obesità ma non sono diabetiche: trattamenti che oggi restano a carico dei pazienti, con un costo che ne limita l'accesso a una parte consistente della popolazione che ne avrebbe bisogno.