Obiezione di coscienza per contraccezione. Gip chiede nuovi accertamenti
Il gip di Roma Claudio Mattioli ha disposto nuovi accertamenti sul caso della pillola del giorno dopo negata, per una obiezione di coscienza, ad una donna da tre medici in due ospedali diversi della capitale. Sulla vicenda la procura aveva sollecitato l'archiviazione del procedimento contro i tre medici, rispettivamente del Policlinico Umberto I e dell'ospedale San Giovanni, scaturito da una denuncia per omissioni in atti d'ufficio presentata dalla stessa donna.
La vicenda e' finita al vaglio del gip in seguito all' opposizione alla richiesta di archiviazione fatta dalla denunciante, rappresentata dall'avvocato Alessandro Gerardi, dei Radicali Roma. Il pm Angelantonio Racanelli aveva chiesto l'archiviazione ritenendo che non si puo' escludere 'almeno a livello putativo' la possibilita' che la pillola del giorno dopo possa essere una pratica abortiva e non anticoncezionale.
L'Associazione Luca Coscioni prende atto "con interesse" della richiesta di nuovi accertamenti da parte del GIP di Roma Claudio Mattioli, in relazione al procedimento contro tre medici romani del Policlinico Umberto I e del San Giovanni, denunciati da una donna cui avevano negato la pillola del giorno dopo. "Ci si augura che il rigetto della richiesta di archiviazione, finalizzato ad un ulteriore approfondimento dei fatti - dichiarano Alessandro Capriccioli e Jose' De Falco, Membri di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni per la Liberta' di Ricerca Scientifica - dimostri che il comportamento di medici e paramedici, ispirato ad una dichiarata 'obiezione di coscienza' per un farmaco che non e' abortivo ma contraccettivo, configura in realta' una vera e propria 'mposizione' della propria coscienza su quella altrui, e si risolve nell'illegale mancata erogazione della contraccezione di emergenza a danno della salute delle donne e della loro liberta' di scelta. "Per questo, e allo scopo di evitare che il rispetto delle decisioni sulla maternita' debba essere rimesso alla discrezionalita' delle aule giudiziarie, l'Associazione Luca Coscioni ribadisce la necessita' di abolire l'obbligo della ricetta per la contraccezione d'emergenza, e di far si' che la pillola del giorno dopo divenga un normale farmaco da banco, come avviene in molti paesi europei e negli Stati Uniti". Le iniziative per l'abolizione della ricetta - riferisce il comunicato - proseguono in tuta ittalia con tavoli di raccolta firme e contestuale prescrizione del farmaco a scopo preventivo da parte dei medici dell'Associazione.
La vicenda e' finita al vaglio del gip in seguito all' opposizione alla richiesta di archiviazione fatta dalla denunciante, rappresentata dall'avvocato Alessandro Gerardi, dei Radicali Roma. Il pm Angelantonio Racanelli aveva chiesto l'archiviazione ritenendo che non si puo' escludere 'almeno a livello putativo' la possibilita' che la pillola del giorno dopo possa essere una pratica abortiva e non anticoncezionale.
L'Associazione Luca Coscioni prende atto "con interesse" della richiesta di nuovi accertamenti da parte del GIP di Roma Claudio Mattioli, in relazione al procedimento contro tre medici romani del Policlinico Umberto I e del San Giovanni, denunciati da una donna cui avevano negato la pillola del giorno dopo. "Ci si augura che il rigetto della richiesta di archiviazione, finalizzato ad un ulteriore approfondimento dei fatti - dichiarano Alessandro Capriccioli e Jose' De Falco, Membri di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni per la Liberta' di Ricerca Scientifica - dimostri che il comportamento di medici e paramedici, ispirato ad una dichiarata 'obiezione di coscienza' per un farmaco che non e' abortivo ma contraccettivo, configura in realta' una vera e propria 'mposizione' della propria coscienza su quella altrui, e si risolve nell'illegale mancata erogazione della contraccezione di emergenza a danno della salute delle donne e della loro liberta' di scelta. "Per questo, e allo scopo di evitare che il rispetto delle decisioni sulla maternita' debba essere rimesso alla discrezionalita' delle aule giudiziarie, l'Associazione Luca Coscioni ribadisce la necessita' di abolire l'obbligo della ricetta per la contraccezione d'emergenza, e di far si' che la pillola del giorno dopo divenga un normale farmaco da banco, come avviene in molti paesi europei e negli Stati Uniti". Le iniziative per l'abolizione della ricetta - riferisce il comunicato - proseguono in tuta ittalia con tavoli di raccolta firme e contestuale prescrizione del farmaco a scopo preventivo da parte dei medici dell'Associazione.
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