Occhio elettronico contro la retinite pigmentosa, al via sperimentazione sull'uomo
Impiantato per la prima volta un "occhio bionico" in due pazienti inglesi, malati di retinite pigmentosa, una malattia ereditaria che colpisce la retina. La speranza dei medici è che questa prima sperimentazione terapeutica si riveli valida e riesca da dare speranza a chi ha perso la vista a causa di questa patologia. L'occhio bionico impiantato una settimana fa da Lyndon da Cruz, si chiama Argus II e lavora attraverso una telecamera che trasmette un segnale radio ad un sottilissimo ricevitore e ad una piccola lastra elettronica impiantati nell'occhio e attaccati alla retina. Gli elettrodi stimolano quanto rimane dei nervi della retina permettendo al segnale di passare lungo il nervo ottico e di raggiungere il cervello. L'occhio bionico, impiantato al Moorfield Eye Hospital di Londra è stato sviluppato da una società americana, Second Sight, e secondo i ricercatori, il dispositivo è in grado di ripristinare un livello base di visione. Ma, comprensibilmente, c'è ancora molta cautela su questa nuova tecnica. La sperimentazione ha lo scopo di aiutare a vedere di nuovo le persone che hanno perso la vista a causa della retinite pigmentosa, una malattia lunga a carattere progressivo che insorge generalmente durante l'infanzia e che in Gran Bretagna colpisce, secondo quanto riferisce BBC News dai 20mila ai 25mila individui. Non è certo se i due pazienti, sui quali è stata sperimentata la tecnica, riusciranno a vedere di nuovo: qualora l'esito fosse positivo, dicono i medici, consisterà, almeno per ora, nel distinguere contorni di luce ed ombre. Ma i dottori sono ottimisti, in fondo sono solo i primi approcci. Lyndon da Cruz, che ha eseguito l'operazione è entusiasta di questa tecnica e di come è andata l'operazione. "Il dispositivo è stato impiantato con successo in tutte e due i pazienti che ora si stanno riprendendo bene". Anche David Head, British Retinitis Pigmentosa Society, è soddisfatto del lavoro compiuto, e confida molto nel successo di questa nuova "terapia" l'unica speranza, ha detto, insieme alla ricerca sulle cellule staminali, per i malati di retinite pigmentosa.
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