Ocse: immigrati contribuiscono a Pil e entrate fiscali in Italia
"Il tasso di occupazione in Italia e' ancora ampiamente inferiore alla media dei paesi Ocse per diverse fasce di eta'". E' quanto si legge nel rapporto dell'organizzazione con sede a Parigi sulla riforma della regolamentazione in Italia. In Italia, si sottolinea, l'innovazione "influisce positivamente sulla crescita economica, ma la spesa in ricerca e sviluppo rimane bassa". I fattori che influscino sulla bassa occupazione, si spiega comprendono la "dimensione ridotta delle aziende, degli ostacoli posti dalla regolamentazione, un limitato accesso al capitale esterno e il sottosviluppo degli istituti di ricerca".
Altra problematica evidenziata nel rapporto riguarda l'istruzione: "Il livello di conseguimento scolastico in Italia resta comparativamente basso, con significative variazioni regionali nei risultati raggiunti dagli studenti". Mentre l'integrazione degli immigrati nella forza lavoro "ha rappresentato una storia di successo per il mercato del lavoro e l'economia del paese. L'immigrazione sembra avere in parte contribuito al notevole aumento dei tassi medi di partecipazione in Italia e quindi anche al sostegno della produzione".
Altra problematica evidenziata nel rapporto riguarda l'istruzione: "Il livello di conseguimento scolastico in Italia resta comparativamente basso, con significative variazioni regionali nei risultati raggiunti dagli studenti". Mentre l'integrazione degli immigrati nella forza lavoro "ha rappresentato una storia di successo per il mercato del lavoro e l'economia del paese. L'immigrazione sembra avere in parte contribuito al notevole aumento dei tassi medi di partecipazione in Italia e quindi anche al sostegno della produzione".
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