Ocse: gli immigrati sempre piu' occupati in lavori disagiati
Gli immigrati nei Paesi Ocse sono rappresentati in quota sempre piu' alta nei lavori disagiati e poco qualificati e sono piu' spesso i meno pagati: lo rileva il rapporto annuale Ocse sulle migrazioni diffuso oggi.
Nel 2006, le persone nate all'estero rappresentavano una parte importante della forza lavoro e dell'occupazione nei Paesi dell'organizzazione di cooperazione e sviluppo economici, ma c'erano forti disparita'. Meno del 3% del totale delle persone impiegate era rappresentato da immigrati in Finlandia, mentre la percentuale arrivava al 25% in Australia, in Svizzera, in Nuova Zelanda, con un picco del 44% in Lussemburgo.
L'Ocse nota nel rapporto che l'aumento della quota di immigrati sul totale dei lavoratori e' 'particolarmente importante' in Spagna (piu' 7 punti percentuali fra il 2002 e il 2006), in Italia (+4,5) e in Irlanda (+3,5). Globalmente, la crescita annuale media del lavoro immigrato ha superato il 6% negli ultimi 10 anni nei Paesi dell'Unione europea e il 4,5% negli Stati Uniti.
L'organizzazione insiste sul fatto che gli immigrati sono 'sovrarappresentati' nei lavori disagiati e poco qualificati, soprattutto nel settore dell'edilizia, degli alberghi e della ristorazione, ma anche nella sanita' e nei servizi sociali. La quota di lavoratori immigrati nel settore edile e' aumentata considerevolmente in Spagna (dal 10 al 19,7%) e in Italia (dal 9 a oltre il 14%).
Nel 2006, le persone nate all'estero rappresentavano una parte importante della forza lavoro e dell'occupazione nei Paesi dell'organizzazione di cooperazione e sviluppo economici, ma c'erano forti disparita'. Meno del 3% del totale delle persone impiegate era rappresentato da immigrati in Finlandia, mentre la percentuale arrivava al 25% in Australia, in Svizzera, in Nuova Zelanda, con un picco del 44% in Lussemburgo.
L'Ocse nota nel rapporto che l'aumento della quota di immigrati sul totale dei lavoratori e' 'particolarmente importante' in Spagna (piu' 7 punti percentuali fra il 2002 e il 2006), in Italia (+4,5) e in Irlanda (+3,5). Globalmente, la crescita annuale media del lavoro immigrato ha superato il 6% negli ultimi 10 anni nei Paesi dell'Unione europea e il 4,5% negli Stati Uniti.
L'organizzazione insiste sul fatto che gli immigrati sono 'sovrarappresentati' nei lavori disagiati e poco qualificati, soprattutto nel settore dell'edilizia, degli alberghi e della ristorazione, ma anche nella sanita' e nei servizi sociali. La quota di lavoratori immigrati nel settore edile e' aumentata considerevolmente in Spagna (dal 10 al 19,7%) e in Italia (dal 9 a oltre il 14%).
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