Ocse: nel 2005 oltre 19 mila i nuovi cittadini
Nel corso di un decennio, le acquisizioni di cittadinanza in Italia sono aumentate progressivamente, passando da poco piu' di 3.500 casi nel 1991 a 19.266 nel 2005. Sono alcuni dati dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo dei paesi emergenti), diffusi ieri, nel corso della presentazione da parte di Caritas italiana, Comunita' di Sant'Egidio, Fondazione Migrantes, Fondazione Centro Astalli a Acli, di un appello ai parlamentari per arrivare ad una giusta e rapida riforma della legge sulla cittadinanza, nel nostro Paese. Nel periodo 1992-2005 emerge come in Italia vi sia stata una costante crescita delle concessioni di cittadinanza, sia per matrimonio (da 3.844 a 11.854 casi), che per naturalizzazione (da 601 a 7.412 casi).
In gran parte dell'Europa il fenomeno delle acquisizioni di cittadinanza, nonostante sia in graduale crescita, appare tuttavia ancora particolarmente contenuto a causa di normative nazionali poco inclini ad un automatismo del riconoscimento dello "status civitatis".
Tra i paesi di tradizionale immigrazione, l'Ocse segnala la Francia, che ha dimostrato maggiore propensione ad attribuire la cittadinanza ai numerosi immigrati presenti sul suo territorio con 168.826 casi nel 2004, seguita dal Regno Unito con poco piu' di 140.000, pari a ben il 5% della popolazione straniera residente, e dalla Germania con 130.000, ma con una incidenza molto piu' contenuta sulla popolazione straniera residente e pari al 2% circa. I paesi in cui la percentuale di naturalizzazioni sulla popolazione straniera residente e' piu' elevata sono la Svezia con il 7,9% e i Paesi Bassi con il 6,6%.
La Spagna, diversamente dall'Italia, ha conosciuto non solo un incremento in termini assoluti delle concessioni di cittadinanza, ma anche un incremento percentuale passando dall'1,5% di concessioni sul totale della popolazione straniera residente nel 1995, al 2,3% nel 1999 per attestarsi poi al 2% nel 2004. La crescita percentuale piu' significativa e' stata, comunque, registrata dal Regno Unito che e' passato dal 2% del 1995 a ben il 5,1% nel 2004.
In gran parte dell'Europa il fenomeno delle acquisizioni di cittadinanza, nonostante sia in graduale crescita, appare tuttavia ancora particolarmente contenuto a causa di normative nazionali poco inclini ad un automatismo del riconoscimento dello "status civitatis".
Tra i paesi di tradizionale immigrazione, l'Ocse segnala la Francia, che ha dimostrato maggiore propensione ad attribuire la cittadinanza ai numerosi immigrati presenti sul suo territorio con 168.826 casi nel 2004, seguita dal Regno Unito con poco piu' di 140.000, pari a ben il 5% della popolazione straniera residente, e dalla Germania con 130.000, ma con una incidenza molto piu' contenuta sulla popolazione straniera residente e pari al 2% circa. I paesi in cui la percentuale di naturalizzazioni sulla popolazione straniera residente e' piu' elevata sono la Svezia con il 7,9% e i Paesi Bassi con il 6,6%.
La Spagna, diversamente dall'Italia, ha conosciuto non solo un incremento in termini assoluti delle concessioni di cittadinanza, ma anche un incremento percentuale passando dall'1,5% di concessioni sul totale della popolazione straniera residente nel 1995, al 2,3% nel 1999 per attestarsi poi al 2% nel 2004. La crescita percentuale piu' significativa e' stata, comunque, registrata dal Regno Unito che e' passato dal 2% del 1995 a ben il 5,1% nel 2004.
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