Giovedì 4 giugno 2026
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Oggi prima udienza su sospensione sentenza Englaro, il padre: devo liberare mia figlia, con lei avevo un patto

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Devo liberare mia figlia. Con lei avevo fatto un patto". Con queste parole Beppino Englaro oggi e' intervenuto sul quotidiano "La Stampa". "Quello che per i giornali e' staccare la spina per me e' far ripartire il processo naturale di morte interrotto dai medici con la rianimazione a oltranza di Eluana". Non esiste piu' una vita normale per quest'uomo il cui unico scopo e' rimasto quello di "dar voce legale al patto che c'era", ha dichiarato, tra lui e la figlia. "La mia vita non esiste piu'. Le cose che accadono le chiamo 'coincidenze programmate', a meta' cioe' tra caso e destino". L'esempio di Eluana servira', secondo Englaro, a conoscere i "limiti fino a cui puo' spingersi quella parte di medicina che si affida a un'illusione di immortalita'". "La mia liberta' sara' solo quella di tornare ad essere un uomo qualunque", ha concluso.    

PRESIDIO RADICALI DAVANTI A TRIBUNALE MILANO IN OCCASIONE DELL'UDIENZA SU SOSPENSIONE CURE - Oggi 8 ottobre presso il Tribunale di Milano, si svolgera' l'udienza in merito alla richiesta di sospensione dell'esecutivita' della sentenza della Corte d'Appello di Milano che aveva autorizzato la famiglia Englaro a sospendere le cure che tengono in vita da quasi 17 anni la figlia Eluana. I militanti radicali e dell'associazione Coscioni, annuncia nota, saranno presenti dalle 11.30 alle 13. 30 in Piazza San Pietro in Gessate (di fronte al Tribunale) per sottolineare "l'urgenza di una legge sul testamento biologico che definisca regole chiare nel rispetto della liberta' di scelta individuale e per denunciare la gravita' delle prese di posizione, al limite ed oltre la legalita', della Giunta regionale lombarda che e' arrivata ad opporsi all'esecuzione di una sentenza".  "Ancora una udienza, ancora una sentenza, un altro gradino di quella ripidissima scala su cui Beppino Englaro si sta arrampicando da anni per ottenere che le istituzioni rispettino le volonta' di sua figlia Eluana -ha dichiarato Sergio De Muro, responsabile della Cellula Coscioni di Lecco- Englaro non vuole agire in quella clandestinita' che, nell'Italia dei diritti negati, e' ormai norma. Noi lo sosteniamo e chiediamo a tutti i cittadini di partecipare al nostro presidio: per dare voce ad Eluana, alla sua sete, alla nostra sete di liberta'".  

ALTRI COMMENTI


Una legge sul testamento biologico, e le dichiarazioni anticipate di trattamento, in tempi brevi. Questo l'auspicio del ministro del Welfare Maurizio Sacconi. "Auspico l'approvazione di una legge da parte del Parlamento in tempi brevi - dice Sacconi uscendo dall'audizione in Commissione Igiene e sanita' del Senato questo pomeriggio - viste le attivita' di sostituzione della magistratura, che credo siano improprie".    

"La posizione dei radicali e' quella di richiamarsi al rispetto della volonta' della persona e della sua dignita'". Lo dichiara Maria Antonietta Coscioni deputata radicale eletta nelle liste del Pd, nel corso di un'intervista rilasciata a Econews a margine del convegno "I padroni della vita". "Un punto importante - spiega la Coscioni - e' quello dell'alimentazione e idratazione, che blocco' la discussione nella scorsa legislatura. Sono trattamenti, secondo noi, che possono essere sospesi qualora ci sia una situazione di irreversibilita', e che dunque possono essere inseriti nelle dichiarazioni anticipate. Da questo punto di vista, la proposta di Ignazio Marino e' una mediazione che possiamo accogliere. Temo pero' che la posizione di Marino non verra' accolta da altri esponenti del Pd".    
Sulla non vincolativita' del testamento biologico, Coscioni osserva: "Che il medico sia tenuto a seguire la volonta' del paziente mi sembra il minimo di buon senso che ci si possa attendere da una legge sul testamento biologico". "Vogliamo solo una legge buona sul testamento biologico - precisa - e non siamo disposti ad accettare che principi puramente ideologici confluiscano in una proposta di legge, cosi' come e' accaduto per la legge 40 sulla fecondazione assistita, legge liberticida e frutto di un dibattito di parte". "Non vogliamo - conclude Coscioni - che principi etici di una sola parte siano contemplati in una legge sul testamento biologico. La legge deve rispondere alle domande dei cittadini italiani".

Il Partito Socialista propone, invece, che "i trattamenti medici siano subordinati all'esplicito consenso dell'interessato".
Riccardo Nencini, segretario Ps e organizzatore del convegno che ha visto la partecipazione di numerosi studiosi, sintetizza: "Testamento biologico, ovvero possibilita' per ogni cittadino di lasciare scritto quali terapie intende accettare se dovesse trovarsi nella condizione di non potersi piu' esprimere. Nomina di un fiduciario che verifichi il rispetto delle volonta' espresse nella dichiarazione anticipata di trattamento. Possibilita' di obiezione di coscienza del medico".
"In assenza di una normativa di riferimento - dice Nencini - e' la magistratura ad occuparsi delle questioni di 'fine vita', ma non possiamo dimenticare che gia' la Costituzione, all'articolo 32, fa presente che 'la legge non puo' in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana' e che anche la Dichiarazione dei Diritti dell'uomo fa riferimento alla dignita' 'umana'. Attenendoci a auesti principi generali, si deve riconoscere ad ogni cittadino il diritto di lasciare scritto quali terapie intenda accettare qualora dovesse trovarsi nella condizione di non potersi piu' esprimere".
A margine del convegno, Nencini commenta le recenti dichiarazioni di papa Benedetto XVI: "La Chiesa, che scoraggia l'uso del preservativo e dice che i soldi non sono importanti, dimostra di essere attestata su posizioni conservatrici: una Chiesa ferma al Concilio di Trento, piuttosto che capace di comprendere i problemi piu' gravi ed urgenti delle nuove generazioni e della societa' di oggi. Chi si trova ogni giorno ad affrontare situazioni di disagio, chi non arriva oltre la terza settimana del mese, ha bisogno non solo della parola di Dio, ma di una nuova stagione di politiche sui diritti civili e sociali".

"Una legge dovrebbe avere pochi articoli, il contrario di quello che sembrerebbe in arrivo". Lo dichiara Mario Riccio anestesista rianimatore che sospese le cure di Piergiorgio Welby in un'intervista rilasciata a Econews a margine del convegno "Padroni della vita". "C'e' un consenso internazionale unanime - prosegue Riccio parlando di idratazione e alimentazione - che dice che la terapia nutrizionale e' terapia medica. In America, durante il caso Terry Schiavo, nessuno si e' sognato di dire che la terapia nutrizionale non e' terapia. Con la non vincolativita' per il medico - osserva l'anestesista rianimatore - il testamento biologico diventerebbe un puro esercizio di scrittura da parte del paziente. L'obiezione di coscienza e' invece un tema importante, che andrebbe trattato in modo serio. La prestazione sanitaria non puo' non essere erogata: una struttura sanitaria puo' riconoscere che un medico non voglia interrompere una terapia, pero' si dovrebbe mettere in grado di fare comunque il trattamento che il paziente vuole. Non puo' accadere come in Lombardia, dove un'intera regione decide che non si puo' interrompere una terapia".   
Sul fiduciario, poi, Riccio dice: "È una figura fondamentale: e' impensabile che una persona, per quanto preparata, possa mettere per scritto tutte le situazioni in cui potrebbe trovarsi. Pare pero' che nella legge che verra' la figura del fiduciario sara' molto limitata". L'anestesista poi 'smonta' il concetto di accanimento terapeutico: "È un ossimoro che si usa solo nel nostro paese, e che non riesce a definire nulla. Ognuno di noi ha un concetto di accanimento, dalla signora che preferi' morire piuttosto che farsi amputare una gamba, al testimone di Geova che non vuole la trasfusione". Secondo Riccio ci sono degli aspetti che potrebbero 'svuotare di senso' una legge sul testamento biologico. "Rendendo - afferma -il giudizio del paziente solo un parere, non investendo nella figura del fiduciario, limitando i trattamenti che i pazienti possono esprimere e ancora rendendo troppo burocratica la formulazione del testamento di vita".

'Va bene accelerare sul testamento biologico, ma per avere una buona legge che rispetti le volonta' del paziente fino in fondo'. Queste le parole della senatrice Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari Opportunita' del Pd, la quale ha partecipato l convegno sul tema organizzato dai socialisti. 'Noi parteciperemo al confronto in Parlamento con il disegno di legge di Ignazio Marino, un testo equilibrato che tiene conto di tutti gli interessi in campo. Non serve una legge qualunque, che sia solo una foglia di fico per riempire una vacatio legis, ma una buona legge che rispetti in pieno e fino in fondo le volonta' di chi sceglie di fare la dichiarazione anticipata'. Per la senatrice non bisogna lasciare troppi spazi di discrezionalita' al medico, e non deve scegliere troppe scorciatoie'.    

'Serve una legge che garantisca al paziente la liberta' di cura, con cui si potra' scegliere anche per quando non si sara' piu' in grado di farlo, ma che garantisca anche il diritto alla cura, e quindi protegga dall'abbandono terapeutico. Penso a persone che potrebbero essere eliminate non per decisione personale, come gia' avviene in paesi dove ci sono leggi dall'eutanasia, e dove la meta' delle eutanasie e' decisa dal medico.' A dirlo e' Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, in un'intervista rilasciata a Econews a margine del convegno 'I padroni della vita'. 'Idratazione e alimentazione', prosegue Roccella, 'sono un paletto da mantenere, altrimenti si aprirebbero problemi molto pesanti. Non sono trattamenti medici, ma di sostegno vitale, e dunque dovrebbero restare fuori dalle dichiarazioni anticipate di trattamento. Pensiamo ai bambini piccoli, o ai malati di mente o di Alzheimer: anche se l'aiuto e' manuale e non tecnologico, li' c'e' pur sempre un aiuto a mangiare e a bere.'    
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