Da oggi in vigore la nuova legge 40
Ieri e' stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la sentenza della Corte Costituzionale che ha in parte bocciato la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita: da oggi, pertanto, "avremo una legge senza i divieti cancellati dalla Consulta". A sottolinearlo, in una nota, e' l'avvocato Filomena Gallo, vicesegretario dell'associazione Luca Coscioni e presidente dell'associazione Amica Cicogna.
"In base all'articolo 136 della Costituzione italiana - fa notare Gallo - da oggi la legge 40 avra' un nuovo comma 2 dell'articolo 14. Avremo una legge senza i divieti cancellati dalla Corte Costituzionale. I centri di fecondazione assistita italiani - prosegue - non avranno piu' l'obbligo di trasferire tutti gli embrioni prodotti e potranno crionconservare gli stessi nella tutela della salute della donna e del concepito".
"Inoltre - prosegue il presidente dell'associazione Amica Cicogna - non esiste piu' il limite dei tre embrioni producibili. Il medico ritorna a decidere con il paziente la migliore applicazione possibile delle tecniche di fecondazione assistita nel rispetto e nella tutela della salute e di tutti i diritti dei soggetti coinvolti, soprattutto della donna", scrive Gallo richiamando la sentenza della Consulta. "Giustizia - conclude - e' stata fatta".
Da oggi, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza della Consulta, di fatto e' in vigore una legge 40 sulla fecondazione assistita diversa da quella precedente, con l'abolizione del divieto di produrre solo tre emrioni e di impiantarli trutti contemporaneamente, ma "i principi fondanti della legge restano inalterati, e la 'nuova' legge 40 e' molto simile alla vecchia". Cosi' il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, che tiene a sottolineare che la sentenza della Corte "non cambia quasi nulla, restano basilari i principi che la legge 40 e' fatta per le coppie infertili, la diagnosi preimpianto e' vietata e la produzione di embrioni rimane strettamente limitata alla necessita' procreativa". Esclusa, dunque, qualsiasi ipotesi di selezione degli embrioni con finalita' eugenetiche: "Il divieto di crioconservazione rimane tranne casi eccezionali, come d'altronde era gia' previsto dalla legge. Cambia solo che il tetto dei tre embrioni non e' piu' stabilito dal legislatore ma viene lasciato alla discrezionalita' del medico, che valutera' caso per caso. In ogni caso - aggiunge il sottosegretario - e' chiaro che crioconservare gli embrioni e' una cattiva pratica clinica, perche' vuol dire che non si sono valutate bene tutte le condizioni". Quanto alle nuove linee guida, passera' piu' tempo del previsto: "Non possiamo semplicemente fare un decreto - spiega Roccella - perche' dobbiamo anzitutto inserire i principi della direttiva europea sulla sicurezza, la qualita' e la tracciabilita' dei centri, sulla base della quale vanno ridefiniti i requisiti minimi. E poi dobbiamo metterci d'accordo con le regioni, ci vorra' piu' tempo. Tra dieci giorni faremo una conferenza stampa per illustrare i temi, le modalita' e i nuovi criteri con cui elaboreremo le nuove linee guida".
"In base all'articolo 136 della Costituzione italiana - fa notare Gallo - da oggi la legge 40 avra' un nuovo comma 2 dell'articolo 14. Avremo una legge senza i divieti cancellati dalla Corte Costituzionale. I centri di fecondazione assistita italiani - prosegue - non avranno piu' l'obbligo di trasferire tutti gli embrioni prodotti e potranno crionconservare gli stessi nella tutela della salute della donna e del concepito".
"Inoltre - prosegue il presidente dell'associazione Amica Cicogna - non esiste piu' il limite dei tre embrioni producibili. Il medico ritorna a decidere con il paziente la migliore applicazione possibile delle tecniche di fecondazione assistita nel rispetto e nella tutela della salute e di tutti i diritti dei soggetti coinvolti, soprattutto della donna", scrive Gallo richiamando la sentenza della Consulta. "Giustizia - conclude - e' stata fatta".
Da oggi, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza della Consulta, di fatto e' in vigore una legge 40 sulla fecondazione assistita diversa da quella precedente, con l'abolizione del divieto di produrre solo tre emrioni e di impiantarli trutti contemporaneamente, ma "i principi fondanti della legge restano inalterati, e la 'nuova' legge 40 e' molto simile alla vecchia". Cosi' il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, che tiene a sottolineare che la sentenza della Corte "non cambia quasi nulla, restano basilari i principi che la legge 40 e' fatta per le coppie infertili, la diagnosi preimpianto e' vietata e la produzione di embrioni rimane strettamente limitata alla necessita' procreativa". Esclusa, dunque, qualsiasi ipotesi di selezione degli embrioni con finalita' eugenetiche: "Il divieto di crioconservazione rimane tranne casi eccezionali, come d'altronde era gia' previsto dalla legge. Cambia solo che il tetto dei tre embrioni non e' piu' stabilito dal legislatore ma viene lasciato alla discrezionalita' del medico, che valutera' caso per caso. In ogni caso - aggiunge il sottosegretario - e' chiaro che crioconservare gli embrioni e' una cattiva pratica clinica, perche' vuol dire che non si sono valutate bene tutte le condizioni". Quanto alle nuove linee guida, passera' piu' tempo del previsto: "Non possiamo semplicemente fare un decreto - spiega Roccella - perche' dobbiamo anzitutto inserire i principi della direttiva europea sulla sicurezza, la qualita' e la tracciabilita' dei centri, sulla base della quale vanno ridefiniti i requisiti minimi. E poi dobbiamo metterci d'accordo con le regioni, ci vorra' piu' tempo. Tra dieci giorni faremo una conferenza stampa per illustrare i temi, le modalita' e i nuovi criteri con cui elaboreremo le nuove linee guida".
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