Ogm. Il Vaticano dice si', ma il Sinodo africano frena
In Vaticano si torna a parlare di Ogm e anzi della 'necessita' di cambiare' l'opinione negativa di politica e societa' nei loro confronti, malgrado la severa condanna degli Organismi geneticamente modificati emessa dalla stessa Santa Sede nel documento preparatorio del Sinodo dei vescovi sull'Africa.
L'occasione per rinnovare il dibattito sara' infatti offerta da una 'settimana di studio' organizzata dalla Pontifica Accademia delle Scienze su 'Transgenic Plants for Food Security in the Context of Development' (Le piante transgeniche per la sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo), dal 15 al 19 maggio prossimi. A dirigere il convegno sara' Ingo Potrykus, biotecnologo e membro della Pontificia Accademia della Scienze, inventore insieme a Peter Beyer del 'golden rice', una varieta' di riso geneticamente modificata per contenere piu' vitamina A.
E nella sua 'introduzione', Potrykus detta subito il 'tono' dell'incontro: sin dal titolo, 'Le restrizione all'introduzione della biotecnologia per l'alleviamento della poverta''. Nel suo testo, lo scienziato ricorda i numerosi appelli di papa Benedetto XVI alla comunita' internazionale perche' affronti la crisi alimentare, soprattutto nei Paesi 'in via di sviluppo'.
'La biotecnologia delle piante - scrive Potrykus - ha un grande potenziale per migliorare le vite dei poveri'. Un potenziale che e', tuttavia, gravemente limitato dalla 'politicizzazione del processo di regolamentazione' dell'introduzione e dell'uso degli Ogm. Come noto, in moltissimi paesi, l'uso degli organismi geneticamente modificato e' sottoposto a severi controlli, per il timore che le specie create in provetta e non sviluppatesi armonicamente all'interno dell'ambiente possano avere effetti imprevedibili e potenzialmente devastanti per gli ecosistemi.
Gli Stati, spesso per la pressione determinante dell'opinione pubblica, hanno cioe' adottato un criterio 'precauzionale estremo' nei confronti degli Ogm che e' pero', secondo Potrykus, 'burocratico e privo di fondamenti scientifici'.
'L'enorme potenziale della biotecnologia delle piante per produrre cibo piu' abbondante e piu' nutritivo per i poveri andra' perduto se le leggi sugli Ogm non verranno cambiate', afferma ancora Potrykus, che spiega come quello organizzato in Vaticano 'non sia un normale incontro scientifico' quanto l'occasione per 'presentare il potenziale dell'ingegneria genetica delle piante' di sensibilizzare alla 'necessita' di cambiare gli atteggiamenti' delle societa' e dei legislatori.
Capovolgere l'opinione pubblica nei confronti degli Ogm sembra 'un compito impossibile', perche' l'opposizione alla loro diffusione 'trova ampio sostegno nella politica, nei media, nel pubblico e in molte Ong', tuttavia 'bisogna provare seriamente almeno una volta a cambiare il sistema' con l'obiettivo di 'salvare la biotecnologia, in tutte le sue applicazioni, per i poveri'.
L'opposizione agli Ogm e' tuttavia forte proprio all'interno della stessa Chiesa cattolica e proviene soprattutto da quei Paesi dove la loro introduzione viene pubblicizzata come una soluzione ai problemi di sottoalimentazione e sottosviluppo. Lo conferma il documento preparatorio del prossimo Sinodo dei vescovi sull'Africa, che si svolgera' il prossimo ottobre proprio in Vaticano. La tecnica degli Ogm, si legge nel documento ufficiale vaticano, presentato personalmente da papa Benedetto XVI agli africani nel corso del suo recente viaggio nel Continente, 'rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle societa' produttrici di Ogm'.
Una condanna netta, a cui si aggiunge quella delle multinazionali, anche agricole, spesso promotrici degli Ogm, che 'continuano ad invadere gradualmente il continente per appropriarsi delle risorse naturali', 'acquistano migliaia d'ettari espropriando le popolazioni delle loro terre', 'recano danno all'ambiente e deturpano il creato'. 'La campagna di semina di Ogm, che pretende di assicurare la sicurezza alimentare - prosegue il testo -, non deve far ignorare i veri problemi degli agricoltori: la mancanza di terra arabile, di acqua ed energia, di accesso al credito, di formazione agricola, di mercati locali, infrastrutture stradali'. 'I Padri sinodali - si chiede in conclusione il documento - possono restare insensibili a questi problemi che pesano sulle spalle dei contadini'?'.
L'occasione per rinnovare il dibattito sara' infatti offerta da una 'settimana di studio' organizzata dalla Pontifica Accademia delle Scienze su 'Transgenic Plants for Food Security in the Context of Development' (Le piante transgeniche per la sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo), dal 15 al 19 maggio prossimi. A dirigere il convegno sara' Ingo Potrykus, biotecnologo e membro della Pontificia Accademia della Scienze, inventore insieme a Peter Beyer del 'golden rice', una varieta' di riso geneticamente modificata per contenere piu' vitamina A.
E nella sua 'introduzione', Potrykus detta subito il 'tono' dell'incontro: sin dal titolo, 'Le restrizione all'introduzione della biotecnologia per l'alleviamento della poverta''. Nel suo testo, lo scienziato ricorda i numerosi appelli di papa Benedetto XVI alla comunita' internazionale perche' affronti la crisi alimentare, soprattutto nei Paesi 'in via di sviluppo'.
'La biotecnologia delle piante - scrive Potrykus - ha un grande potenziale per migliorare le vite dei poveri'. Un potenziale che e', tuttavia, gravemente limitato dalla 'politicizzazione del processo di regolamentazione' dell'introduzione e dell'uso degli Ogm. Come noto, in moltissimi paesi, l'uso degli organismi geneticamente modificato e' sottoposto a severi controlli, per il timore che le specie create in provetta e non sviluppatesi armonicamente all'interno dell'ambiente possano avere effetti imprevedibili e potenzialmente devastanti per gli ecosistemi.
Gli Stati, spesso per la pressione determinante dell'opinione pubblica, hanno cioe' adottato un criterio 'precauzionale estremo' nei confronti degli Ogm che e' pero', secondo Potrykus, 'burocratico e privo di fondamenti scientifici'.
'L'enorme potenziale della biotecnologia delle piante per produrre cibo piu' abbondante e piu' nutritivo per i poveri andra' perduto se le leggi sugli Ogm non verranno cambiate', afferma ancora Potrykus, che spiega come quello organizzato in Vaticano 'non sia un normale incontro scientifico' quanto l'occasione per 'presentare il potenziale dell'ingegneria genetica delle piante' di sensibilizzare alla 'necessita' di cambiare gli atteggiamenti' delle societa' e dei legislatori.
Capovolgere l'opinione pubblica nei confronti degli Ogm sembra 'un compito impossibile', perche' l'opposizione alla loro diffusione 'trova ampio sostegno nella politica, nei media, nel pubblico e in molte Ong', tuttavia 'bisogna provare seriamente almeno una volta a cambiare il sistema' con l'obiettivo di 'salvare la biotecnologia, in tutte le sue applicazioni, per i poveri'.
L'opposizione agli Ogm e' tuttavia forte proprio all'interno della stessa Chiesa cattolica e proviene soprattutto da quei Paesi dove la loro introduzione viene pubblicizzata come una soluzione ai problemi di sottoalimentazione e sottosviluppo. Lo conferma il documento preparatorio del prossimo Sinodo dei vescovi sull'Africa, che si svolgera' il prossimo ottobre proprio in Vaticano. La tecnica degli Ogm, si legge nel documento ufficiale vaticano, presentato personalmente da papa Benedetto XVI agli africani nel corso del suo recente viaggio nel Continente, 'rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle societa' produttrici di Ogm'.
Una condanna netta, a cui si aggiunge quella delle multinazionali, anche agricole, spesso promotrici degli Ogm, che 'continuano ad invadere gradualmente il continente per appropriarsi delle risorse naturali', 'acquistano migliaia d'ettari espropriando le popolazioni delle loro terre', 'recano danno all'ambiente e deturpano il creato'. 'La campagna di semina di Ogm, che pretende di assicurare la sicurezza alimentare - prosegue il testo -, non deve far ignorare i veri problemi degli agricoltori: la mancanza di terra arabile, di acqua ed energia, di accesso al credito, di formazione agricola, di mercati locali, infrastrutture stradali'. 'I Padri sinodali - si chiede in conclusione il documento - possono restare insensibili a questi problemi che pesano sulle spalle dei contadini'?'.
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