Ogm, Vaticano: no a dogmi, serve pragmatismo
La questione "resta aperta": "Nessuno oggi puó dire di avere in tasca l'antidoto ai grandi problemi alimentari mondiali, tanto piú che mancano acquisizioni scientifiche condivise in materia di sicurezza sanitaria, sostenibilità ambientale e resa produttiva degli ogm.
Per questo va affrontata senza dogmatismi, con equilibrio e responsabilità. Non a colpi di scomuniche reciproche o, peggio, di lobbying mascherato da guerra di religione". L'Osservatore romano' risponde cosí a chi - da ultimo il nuovo giornale 'Terra' - attribuisce al Vaticano una posizione dogmatica sugli Ogm.
"Fautori e detrattori degli organismi geneticamente modificati - scrive Francesco M. Valiante in un articolo di prima pagina - sgomitano per arruolare il Vaticano tra le proprie fila. Grandi manovre sono in atto da tempo: almeno da quando, durante un seminario di studio promosso sull'argomento nel 2003 dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il cardinale Renato Raffaele Martino ammise senza reticenze l'esistenza di 'pressioni, provenienti da molteplici fonti e portatrici di esigenze diversificate e in qualche modo incompatibili, a cui anche la Santa Sede è sottoposta'. Il copione delle campagne pro o contro gli ogm - afferma il quotidiano della Santa Sede - è quasi sempre lo stesso. Si tirano in ballo improvvisati interpreti del pensiero pontificio - anche tra le fila ecclesiastiche - i quali si affannano di volta in volta a dimostrare che il Papa 'è contro le multinazionali del biotech' o, al contrario, 'non ha mai detto no agli ogm'. Ideologia e interesse hanno la meglio su ragionevolezza e cautela. Di certezze scientifiche neanche a parlarne. Cosicch,, agli occhi dei piú, le tesi in campo finiscono per elidersi a vicenda. E - conclude l'Osservatore' - si accredita di fatto la teoria del 'doppio gioco del Vaticano', come ha titolato nei giorni scorsi un quotidiano italiano".
Per questo va affrontata senza dogmatismi, con equilibrio e responsabilità. Non a colpi di scomuniche reciproche o, peggio, di lobbying mascherato da guerra di religione". L'Osservatore romano' risponde cosí a chi - da ultimo il nuovo giornale 'Terra' - attribuisce al Vaticano una posizione dogmatica sugli Ogm.
"Fautori e detrattori degli organismi geneticamente modificati - scrive Francesco M. Valiante in un articolo di prima pagina - sgomitano per arruolare il Vaticano tra le proprie fila. Grandi manovre sono in atto da tempo: almeno da quando, durante un seminario di studio promosso sull'argomento nel 2003 dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il cardinale Renato Raffaele Martino ammise senza reticenze l'esistenza di 'pressioni, provenienti da molteplici fonti e portatrici di esigenze diversificate e in qualche modo incompatibili, a cui anche la Santa Sede è sottoposta'. Il copione delle campagne pro o contro gli ogm - afferma il quotidiano della Santa Sede - è quasi sempre lo stesso. Si tirano in ballo improvvisati interpreti del pensiero pontificio - anche tra le fila ecclesiastiche - i quali si affannano di volta in volta a dimostrare che il Papa 'è contro le multinazionali del biotech' o, al contrario, 'non ha mai detto no agli ogm'. Ideologia e interesse hanno la meglio su ragionevolezza e cautela. Di certezze scientifiche neanche a parlarne. Cosicch,, agli occhi dei piú, le tesi in campo finiscono per elidersi a vicenda. E - conclude l'Osservatore' - si accredita di fatto la teoria del 'doppio gioco del Vaticano', come ha titolato nei giorni scorsi un quotidiano italiano".
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