Olanda. Docenti a scuola di Islam per alunni musulmani
Un tentativo di multiculturalismo, un modo pragmatico per cercare di accelerare l'integrazione degli immigrati: l'Olanda ha attivato ormai da tempo corsi per formare docenti nel campo dell'insegnamento islamico primario.
Il progetto ha subito riscosso successo. Sfidando le paure che serpeggiano nei confronti dell'Islam, l'iniziativa e' uno degli strumenti ai quali punta il paese di fronte alle tensioni confessionali, che rimangono sempre molto alte. Come dimostrano l'omicidio, nel novembre del 2004, del regista Theo Van Gogh, e la recente polemica su Ayaan Hirsi Ali, la parlamentare di origine somala minacciata di morte dagli islamici che uccisero Van Gogh, al centro di una confusa polemica per aver taroccato, anni fa, alcuni dati personali pur di entrare in Olanda.
LABORATORIO AMSTERDAM. I primi tre diplomi di 'insegnante islamico primario' sono stati consegnati questa settimana a Fatima Saber, Farah Alerkan e Kirsten Hofstee, tre donne sotto i 30 anni, che hanno studiato presso una scuola specializzata nella formazione professionale ad Almere (nord di Amsterdam) dove ci sono circa settanta ragazzi e ragazze iscritti al corso sull'insegnamento islamico.
A consegnare i diplomi e' stato il sindaco laburista di Amsterdam, Job Cohen. Ebreo e molto noto nel paese, Cohen e' uno che di tensioni etniche se ne intende: insieme al suo vice, che e' invece di origine marocchina, ha ricevuto ripetute minacce da parte del terrorismo islamico olandese.
Il corso di Almere dura circa venti mesi, durante i quali i futuri insegnanti studiano l'Islam, ma soprattutto fanno degli stage nelle cosiddette 'scuole nere', frequentate in gran parte dai figli degli immigrati (soprattutto marocchini e turchi), di fatto snobbate da quegli olandesi nelle cui vene non scorre sangue di altri paesi, che prediligono invece le 'scuole bianche'. Le testimonianze di alcuni dei futuri docenti che frequentano le 'scuole nere' - che in Olanda ricevono i finanziamenti pubblici - illustrano le caratteristiche dei corsi.
'Durante il periodo del ramadam, chiediamo ai ragazzi di parlarci del cibo che mangiano, delle loro canzoni e dei regali che ricevono', racconta per esempio la ventiseienne Dunja ter Oort, che sottolinea come sia importante 'far parlare gli alunni della propria cultura, in modo da valorizzarli'.
Lisanna de Vries (47), che spera di 'laurearsi' entro l'anno, sottolinea quanto sia importante aver imparato le abluzioni rituali che i ragazzi compiono prima della preghiera.
Simile il racconto di Senay Cemek, che dedica ampio spazio all'ascolto delle storie e delle canzoni dei ragazzi: 'tutto in olandese, l'unica lingua d'insegnamento autorizzato', precisa.
I corsi di Almere - concludono gli esperti di Amsterdam - sono quindi uno dei progetti sui quali le autorita' hanno scommesso per portare avanti il dialogo con l'Islam: uno dei temi chiave di discussione nel paese, visto che in Olanda, su una popolazione di circa 17 milioni di abitanti, piu' di un milione sono immigrati musulmani di prima o seconda generazione.
Il progetto ha subito riscosso successo. Sfidando le paure che serpeggiano nei confronti dell'Islam, l'iniziativa e' uno degli strumenti ai quali punta il paese di fronte alle tensioni confessionali, che rimangono sempre molto alte. Come dimostrano l'omicidio, nel novembre del 2004, del regista Theo Van Gogh, e la recente polemica su Ayaan Hirsi Ali, la parlamentare di origine somala minacciata di morte dagli islamici che uccisero Van Gogh, al centro di una confusa polemica per aver taroccato, anni fa, alcuni dati personali pur di entrare in Olanda.
LABORATORIO AMSTERDAM. I primi tre diplomi di 'insegnante islamico primario' sono stati consegnati questa settimana a Fatima Saber, Farah Alerkan e Kirsten Hofstee, tre donne sotto i 30 anni, che hanno studiato presso una scuola specializzata nella formazione professionale ad Almere (nord di Amsterdam) dove ci sono circa settanta ragazzi e ragazze iscritti al corso sull'insegnamento islamico.
A consegnare i diplomi e' stato il sindaco laburista di Amsterdam, Job Cohen. Ebreo e molto noto nel paese, Cohen e' uno che di tensioni etniche se ne intende: insieme al suo vice, che e' invece di origine marocchina, ha ricevuto ripetute minacce da parte del terrorismo islamico olandese.
Il corso di Almere dura circa venti mesi, durante i quali i futuri insegnanti studiano l'Islam, ma soprattutto fanno degli stage nelle cosiddette 'scuole nere', frequentate in gran parte dai figli degli immigrati (soprattutto marocchini e turchi), di fatto snobbate da quegli olandesi nelle cui vene non scorre sangue di altri paesi, che prediligono invece le 'scuole bianche'. Le testimonianze di alcuni dei futuri docenti che frequentano le 'scuole nere' - che in Olanda ricevono i finanziamenti pubblici - illustrano le caratteristiche dei corsi.
'Durante il periodo del ramadam, chiediamo ai ragazzi di parlarci del cibo che mangiano, delle loro canzoni e dei regali che ricevono', racconta per esempio la ventiseienne Dunja ter Oort, che sottolinea come sia importante 'far parlare gli alunni della propria cultura, in modo da valorizzarli'.
Lisanna de Vries (47), che spera di 'laurearsi' entro l'anno, sottolinea quanto sia importante aver imparato le abluzioni rituali che i ragazzi compiono prima della preghiera.
Simile il racconto di Senay Cemek, che dedica ampio spazio all'ascolto delle storie e delle canzoni dei ragazzi: 'tutto in olandese, l'unica lingua d'insegnamento autorizzato', precisa.
I corsi di Almere - concludono gli esperti di Amsterdam - sono quindi uno dei progetti sui quali le autorita' hanno scommesso per portare avanti il dialogo con l'Islam: uno dei temi chiave di discussione nel paese, visto che in Olanda, su una popolazione di circa 17 milioni di abitanti, piu' di un milione sono immigrati musulmani di prima o seconda generazione.
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