Olanda. Hirsi potra' conservare passaporto olandese
La deputata di origine somala Ayaan Hirsi Ali, al centro di una polemica per aver mentito sulla sua identita', potra' conservare il passaporto olandese. Ad annunciarlo e' stata una lettera al parlamento del ministro all'immigrazione, Rita Verdonk, che ha fatto cosi' marcia indietro rispetto ad una precedente decisione.
"Tutto considerato - si legge nella lettera del ministro che si e' guadagnata l'appellativo di 'Rita d'acciaio' per le sue battaglie sugli immigrati - sono giunta alla conclusione che la decisione di naturalizzare la signora Ayaan Hirsi Ali nel 1997 e' avvenuta dopo sufficienti verifiche circa la sua identita' e che, per questa ragione, ha ottenuto la nazionalita' olandese". Il ministro attribuisce tuttavia la colpa di quanto avvenuto ad Hirsi Ali, parlamentare del suo stesso partito politico, quello liberale, che il 16 maggio scorso ha annunciato con clamore la sua decisione di abbandonare la politica e l'Olanda per trasferirsi negli Stati Uniti dove ha ottenuto un incarico all'American enterprise Institute.
"Tutto questo non sarebbe mai accaduto se la parlamentare non avesse dichiarato alla televisione pubblica di aver mentito sulla sua identita' ", ha affermato Verdonk. Una difesa in piena regola dopo che il ministro era gia' stata messo all'angolo dal parlamento dell'Aja che le aveva chiesto di rivedere la decisione di ritirare la nazionalita' alla deputata somalo-olandese.
Ayaan Hirsi Ali, 36 anni, e' nota per essere la sceneggiatrice di 'Submission', il film-denuncia sulla situazione delle donne nell'Islam costato la vita al regista Theo van Gogh, ucciso da un militante radicale proprio per le sue posizioni sul mondo musulmano. Anche la parlamentare, dopo l'omicidio, e' stata piu' volte minacciata ed e' vissuta a lungo sotto sorveglianza.
I suoi problemi con il ministro dell'immigrazione sono cominciati quando ha raccontato alla televisione che nel 1992, al suo arrivo in Olanda, come rifugiata politica, aveva preso il nome del nonno, aveva mentito sulla sua eta' e aveva omesso di dire che dopo aver lasciato la Somalia si era recata in Kenya per sfuggire ad un matrimonio forzato. Secondo la legge olandese, una persona che ha mentito per ottenere la nazionalita' olandese e' come se non l'avesse mai avuta. "Ma allora - si era difesa Hirsi Ali - avevo paura di essere rispedita nel mio paese".
"Tutto considerato - si legge nella lettera del ministro che si e' guadagnata l'appellativo di 'Rita d'acciaio' per le sue battaglie sugli immigrati - sono giunta alla conclusione che la decisione di naturalizzare la signora Ayaan Hirsi Ali nel 1997 e' avvenuta dopo sufficienti verifiche circa la sua identita' e che, per questa ragione, ha ottenuto la nazionalita' olandese". Il ministro attribuisce tuttavia la colpa di quanto avvenuto ad Hirsi Ali, parlamentare del suo stesso partito politico, quello liberale, che il 16 maggio scorso ha annunciato con clamore la sua decisione di abbandonare la politica e l'Olanda per trasferirsi negli Stati Uniti dove ha ottenuto un incarico all'American enterprise Institute.
"Tutto questo non sarebbe mai accaduto se la parlamentare non avesse dichiarato alla televisione pubblica di aver mentito sulla sua identita' ", ha affermato Verdonk. Una difesa in piena regola dopo che il ministro era gia' stata messo all'angolo dal parlamento dell'Aja che le aveva chiesto di rivedere la decisione di ritirare la nazionalita' alla deputata somalo-olandese.
Ayaan Hirsi Ali, 36 anni, e' nota per essere la sceneggiatrice di 'Submission', il film-denuncia sulla situazione delle donne nell'Islam costato la vita al regista Theo van Gogh, ucciso da un militante radicale proprio per le sue posizioni sul mondo musulmano. Anche la parlamentare, dopo l'omicidio, e' stata piu' volte minacciata ed e' vissuta a lungo sotto sorveglianza.
I suoi problemi con il ministro dell'immigrazione sono cominciati quando ha raccontato alla televisione che nel 1992, al suo arrivo in Olanda, come rifugiata politica, aveva preso il nome del nonno, aveva mentito sulla sua eta' e aveva omesso di dire che dopo aver lasciato la Somalia si era recata in Kenya per sfuggire ad un matrimonio forzato. Secondo la legge olandese, una persona che ha mentito per ottenere la nazionalita' olandese e' come se non l'avesse mai avuta. "Ma allora - si era difesa Hirsi Ali - avevo paura di essere rispedita nel mio paese".
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