Olanda. La Rita d'acciaio e la crisi di governo
Sei extracomunitario e vuoi vivere in Olanda? L'unico modo e' quello di superare, a pagamento, un severo test di lingua olandese. Questa una delle tante proposte, al centro di discussioni e polemiche in Olanda, che hanno caratterizzato l'attivita' politica di Rita Verdonk, la risposta dei cristiano-democratici e dei liberali al populismo di destra di Pim Fortuyn.
A mettere all'angolo la cinquantenne ministra liberale per l'integrazione e l'immigrazione, che doveva essere l'asso nella manica della coalizione guidata da Jan Peter Balkenende, e' stata un'immigrata speciale, diventata parlamentare del suo stesso partito, Ayaan Hirsi Ali, 36 anni, sceneggiatrice di 'Submission', il film-denuncia sulle condizioni delle donne nell'islam costato la vita al regista Teo Van Gogh.
Rita d'acciaio - questo il soprannome del ministro - non ha evidentemente calcolato fino in fondo le ripercussioni della scelta di ritirare il passaporto alla parlamentare, "colpevole" di aver mentito al momento della sua richiesta di asilo.
Nei giorni scorsi il ministro ha, a suo modo, fatto marcia indietro con una lettera al parlamento, ma evidentemente troppo tardi, o forse in maniera non gradita, per evitare che il piccolo partito centrista D66 chiedesse con forza le sue dimissioni, disposto a provocare, come poi ha fatto, una crisi di governo.
Criminologa, direttrice di carcere, Rita-d'acciaio e' arrivata alla politica solo nel 2002. Il suo modo di parlare fin troppo franco contro la crescente ondata di immigrazione, secondo Balkenende, avrebbe dovuto provocare un buon risultato nell'opinione pubblica olandese attratta molto dalle parole d'ordine del movimento populista di Fortuyn, assassinato due anni fa.
Questa una delle tanti frasi celebri di Rita Verdonk a proposito degli immigrati: "La nostra societa' ha pensato troppo a lungo che questa gente meritasse la nostra pieta'. Non e' vero. Se li trattiamo come se avessero bisognosi di aiuto, si comportano cosi': vegetano su un divano e si fanno curare". Con l'avvallo del parlamento, il ministro ha deciso di espellere entro il 2007 ben 26.000 richiedenti asilo.
Oltre che per l'atteggiamento tenuto nei confronti del caso Hirsi Ali, Verdonk era gia' stata oggetto di contestazioni anche per la mancata concessione della cittadinanza ad un calciatore africano del Feyenoord, Salomon Kalou, che l'Olanda reclamava per il mondiale in Germania, e di una diciottenne kosovara a cui il ministro ha negato il permesso per terminare il liceo nei Paesi Bassi.
A mettere all'angolo la cinquantenne ministra liberale per l'integrazione e l'immigrazione, che doveva essere l'asso nella manica della coalizione guidata da Jan Peter Balkenende, e' stata un'immigrata speciale, diventata parlamentare del suo stesso partito, Ayaan Hirsi Ali, 36 anni, sceneggiatrice di 'Submission', il film-denuncia sulle condizioni delle donne nell'islam costato la vita al regista Teo Van Gogh.
Rita d'acciaio - questo il soprannome del ministro - non ha evidentemente calcolato fino in fondo le ripercussioni della scelta di ritirare il passaporto alla parlamentare, "colpevole" di aver mentito al momento della sua richiesta di asilo.
Nei giorni scorsi il ministro ha, a suo modo, fatto marcia indietro con una lettera al parlamento, ma evidentemente troppo tardi, o forse in maniera non gradita, per evitare che il piccolo partito centrista D66 chiedesse con forza le sue dimissioni, disposto a provocare, come poi ha fatto, una crisi di governo.
Criminologa, direttrice di carcere, Rita-d'acciaio e' arrivata alla politica solo nel 2002. Il suo modo di parlare fin troppo franco contro la crescente ondata di immigrazione, secondo Balkenende, avrebbe dovuto provocare un buon risultato nell'opinione pubblica olandese attratta molto dalle parole d'ordine del movimento populista di Fortuyn, assassinato due anni fa.
Questa una delle tanti frasi celebri di Rita Verdonk a proposito degli immigrati: "La nostra societa' ha pensato troppo a lungo che questa gente meritasse la nostra pieta'. Non e' vero. Se li trattiamo come se avessero bisognosi di aiuto, si comportano cosi': vegetano su un divano e si fanno curare". Con l'avvallo del parlamento, il ministro ha deciso di espellere entro il 2007 ben 26.000 richiedenti asilo.
Oltre che per l'atteggiamento tenuto nei confronti del caso Hirsi Ali, Verdonk era gia' stata oggetto di contestazioni anche per la mancata concessione della cittadinanza ad un calciatore africano del Feyenoord, Salomon Kalou, che l'Olanda reclamava per il mondiale in Germania, e di una diciottenne kosovara a cui il ministro ha negato il permesso per terminare il liceo nei Paesi Bassi.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti