Oncologi: si muore inutilmente di cancro per l'assenza di screening
Per sei italiani su dieci il tumore si puo' curare e quindi si puo' guarire, ma soltanto la meta' degli intervistati sa cosa siano gli screening. E' quanto emerge da un sondaggio svolto dall'associazione italiana di oncologia medica, l'Aiom e presentato al Congresso. Per la prima volta si indaga con un sondaggio la percezione dei tumori, scegliendo un 'big killer', quello del colon. "Forte e' la fiducia nelle terapie ma la prevenzione - dice il sondaggio - resta al palo". Il tumore non e' piu', dunque, un male incurabile: e di cio' e' convinto il 60% degli italiani. Una 'rivoluzione culturale' rispetto alla percezione comune fino a pochi anni fa, "legata - secondo lo studio Aiom - alla miglior informazione sulla malattia e ai progressi delle terapie.Conquiste che appaiono evidenti, quando si parla soprattutto di un big killer, cioe' il cancro del colon retto, che tanto ha beneficiato dei nuovi farmaci biologici mirati e dei programmi di diagnosi precoce". Ma se uno su 2 dice che oggi di tale neoplasia si puo' guarire, il 42% che esistono terapie efficaci e personalizzate e il 73%Â crede siano pure meno aggressive per l'organismo, "fa riflettere che solo il 38% dica che si puo' prevenire e che ben uno su quattro non sia disposto a cambiare il proprio stile di vita per diminuire il livello di rischio - rivela il sondaggio - per non parlare dello screening che e' conosciuto solo dal 50% degli intervistati". Il sondaggio Aiom che ha coinvolto a settembre 800 italiani, intervistati a Roma e Milano fuori da centri commerciali, e' stato discusso al Congresso. "Piu' donne che uomini (62 contro 38), la stragrande maggioranza (81) ha conosciuto il cancro da vicino, perche' ne e' stato colpito un amico o familiare. "Il tumore quando viene fa meno paura ma gli italiani si impegnano ancora troppo poco per tenerlo lontano", afferma Francesco Boccardo, presidente nazionale Aiom. "E non vi e' consapevolezza sui fattori di rischio - aggiunge Carmelo Iacono, presidente eletto Aiom - sono sottostimate in particolare l'importanza di praticare attivita' fisica (indicata dal 15%) e di una corretta alimentazione, 1 su 2 la sottovaluta, mentre si ritiene l'inquinamento rilevante nel provocare il tumore dal 59%. Il dato sulla diagnosi precoce e l'adesione agli screening conferma come ancora nel nostro Paese "serva molta educazione - sostiene l'Aiom - siamo riusciti a trasmettere con successo un messaggio di fiducia nelle terapie una scommessa vinta, anche perche' sono trascorsi solo 5 anni dall'approvazione da parte della Fda di bevacizumab, il primo trattamento anti-angiogenesi per l'uso nel tumore del colon-retto avanzato o metastatico, che ha aperto la strada ad altri farmaci biologici". L'Aiom ora intende impegnarsi "di piu' come societa' scientifica per educare alla prevenzione: il cancro del colon-retto e' stato infatti individuato dagli esperti perche' paradigmatico: e' la seconda causa di morte da tumore in Europa ed e' il terzo piu' diffuso al mondo. Ogni giorno in Italia 120 persone ricevono una diagnosi per questa neoplasia e 40 ne muoiono: si tratta del secondo big killer che causa circa 16.000 decessi l'anno.
"Ma si puo' prevenire con un corretto stile di vita, c'e' uno screening ed e' quello in cui i farmaci biologici hanno trovato largo impiego clinico - conclude Boccardo - Questi elementi hanno cambiato profondamente la storia della malattia, tanto che oggi la sopravvivenza e' pari al 54%".
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