Domenica 7 giugno 2026
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Oncologo: legge su testamento biologico e' "sacrosanta"

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Una morte buona in corsia, la necessita' di cure palliative prima degli ultimi novanta giorni di vita e la richiesta al legislatore di snellire la burocrazia in ospedale, ma anche di definire le dichiarazioni anticipate di fine vita perche' una legge serve, anche se non sostituira' mai il rapporto, imprescindibile, tra medico e paziente. L'oncologo dell'Umberto I di Roma, Enrico Cortesi, intervenendo al convegno romano sulle cure di fine vita, definisce una legge sul Testamento Biologico 'Sacrosanta' .
'Nel momento in cui la terapia smette di essere efficacie. Noi in ospedale pratichiamo l'eutanasia, nel senso di far morire bene e dignitosamente i pazienti. Non allunghiamo la vita inutilmente: l'accanimento terapeutico non ci appartiene'.
Una pratica ospedaliera, dunque, che non solo, secondo lo specialista, deve essere portata alla luce, ma che ha bisogno di una regolamentazione da parte del legislatore. Una legge, mette pero' in guardia il medico, 'non potra' mai sostituire il rapporto stretto tra medico e paziente'. 'Perche'  questo percorso implica una comunicazione stretta con il paziente e la sua famiglia'. E al Parlamento il medico chiede anche di alleggerire la burocratizzazione. 'E' necessario un trasferimento di risorse verso il territorio per agevolare la gestione del paziente tra ospedale, casa, hospice, spesso resa molto complicata da questioni amministrative'.
'Il nostro compito e' fare vivere meglio finche' e' possibile e questo significa farsi carico della gestione di tutto quello di cui il malato ha bisogno'. Da evitare, precisa, quel vuoto tra la fine delle terapie e il passaggio alle cure palliative: 'l'oncologo deve lavorare simultaneamente con il palliativista'. Solo nel campo dell'oncologia le cure palliative riguardano 150 mila pazienti l'anno che, sommati alle loro famiglie, diventano 500 milioni di persone coinvolte.
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