Domenica 7 giugno 2026
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Onu. L'ecstasy e l'Alzheimer per il direttore Costa

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Il consumo di droghe sintetiche come l'ecstasy, diffuso fra giovani e giovanissimi, porta a fenomeni di Alzheimer giovanile, e consente alla malattia tipicamente senile di manifestarsi con 50 anni di anticipo, cioe' anche a 20-25 anni. Lo ha detto all'agenzia Ansa il direttore dell'Ufficio delle Nazioni Unite sulla droga e il crimine, Antonio Maria Costa, durante una visita a Roma in occasione della Giornata mondiale contro la droga.
Costa, che fra qualche settimana rendera' ufficiale un rapporto, che ha definito 'allarmante', sulla diffusione nel mondo delle droghe sintetiche (anfetamine, metanfetamine, ecstasy, ecc.), ha detto che il consumo di ecstasy e di altre droghe 'da discoteca' e' per ora ancora socialmente limitato e stimabile intorno allo 0,2% nella popolazione fra i 15 e i 44 dove, tanto per fare paragoni, l'uso di cannabis (hashish, marijuana) ha un'incidenza del 6-7%.
"Ma si tratta di un fenomeno in allarmante crescita", ha detto, anticipando che le conclusioni del rapporto lanceranno un allarme sulla societa' futura: quando i giovani fra i 15 e i 24 anni fra i quali si consuma queste droghe diventeranno maturi, "rischiamo di avere fra di noi gente dalla produttivita' psicomotoria, intellettuale e professionale ridotta di un terzo".
L'ecstasy, che sta cambiando la sociologia del mercato della droga contribuendo anche al declino di quelle tradizionali, e' estremamente insidiosa, ha spiegato Costa, perche' le pasticche "sono semplici, fatalmente semplici" da produrre, da reperire, da nascondere, da consumare, e perche' trovano un conforto nella logica della famiglia moderna, "dove ognuno prende una pillola per qualcosa", chi per dimagrire, chi per dormire, eccetera. Paradossalmente, ha spiegato, "la gravita' della situazione e' accentuata ancora di piu' dal fatto che ci sono pochissime morti, e se ci sono state sono dovute al poli-consumo, alla poli-assunzione", cioe' all'unione con alcool altre droghe. "Ma e' fuori discussione che le droghe sintetiche producano buchi nel cervello". "Il danno e' progressivo e additivo", ha detto, spiegando cioe' che "il danno di ieri si somma al danno di oggi, e cosi' il buco nel cervello diventa sempre piu' grosso e porta al formarsi del morbo di Alzheimer 50 anni prima di quando tipicamente l'organismo si confronta con il deterioramento psicomotorio del cervello".
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