Onu. L'Incb presenta il rapporto 2002
Nell'illustrare il rapporto annuale dell'International Narcotics Control Board, un'agenzia indipendente dell'Onu sulle droghe, il presidente Philip Emafo ha smentito, dati alla mano il "mito popolare" che la coltivazione di droghe sia, per quei Paesi, una strada verso lo sviluppo economico.
Emafo ha, ad esempio, illustrato il caso del Myanmar, "una nazione che ha il piu' basso Pil della sua zona, e che dagli anni '80 ha visto aumentare di dieci volte la produzione di sostanze illecite".
Un altro esempio simile e' quello dell'Afghanistan, dove la crescita economica in negativo e l'instabilita' interna sono venute dopo che il Paese aveva iniziato la produzione su vasta scala del papavero da oppio. Il Pakistan, al contrario ha visto, secondo i dati dell'INCB, crescere la propria economia quando la produzione di sostanze stupefacenti e' iniziata a scendere.
Il 99% del profitto, finisce infatti nelle tasche dei trafficanti, ed il 50-60% del guadagno totale va nei Paesi sviluppati, dove e' concentrata la maggior parte dei consumatori. La produzione di droghe, porta, inoltre, nei paesi produttori, una destabilizzazione nello Stato, nell'economia e nella societa' civile. L'Incb segnala che se i Paesi ricchi aiutassero gli agricoltori dei Paesi poveri, questi non avrebbero motivi economici per piantare coca o papavero da oppio. Secondo lo studio gli Stati Uniti spendono, ogni anno, 33 miliardi di dollari per combattere il narcotraffico, 30 volte di piu' di quella che e' la cifra che guadagnano gli agricoltori che piantano coca e papavero.
Parlando dell'Afghanistan, il rapporto nota che, dopo la caduta del regime dei Taliban, il Paese e' nuovamente il primo produttore di eroina al mondo, seguito dal Myanmar e dal Laos. Le sostanze chimiche usate per produrre eroina continuano, comunque a raggiungere l'Afghanistan. L'Incb lancia inoltre l'allarme sugli oppiacei "legali", usati in medicina: il pericolo che le sostanze prodotte in eccesso per il mercato legale possano passare a quello illegale e' altissimo, e per questo, l'organizzazione chiede che le nazioni raggiungano un accordo per limitare le coltivazioni alle sole necessarie per il fabbisogno farmaceutico.
Emafo ha poi spostato l'attenzione sulle sostanze chimiche, come l'ecstasy, le quali non sono fatte con prodotti naturali e coltivati, ma sono prodotte in laboratorio, e le sostanze prime possono essere trovate in moltissime nazioni al mondo.
L'Europa si conferma il continente dove viene prodotta e consumata piu' droga sintetica, (in particolare l'ecstasy), con Gran Bretagna, Irlanda e Spagna ai primi posti per quanto riguarda il consumo. Il 60% di tutta l'ecstasy consumata del mondo e' consumata in Europa e l'abuso di questa droga, ricorda il rapporto, puo' causare danni irreversibili al cervello. Le droghe sintetiche vanno di moda anche negli Stati Uniti e in alcune parti dell'Asia. I maggiori nodi di questo tipo di narcotraffico sono le Antille Olandesi, l'isola di Aruba e il Suriname. Tra i produttori di ecstasy, e' entrata anche la Colombia che continua ad essere il luogo principale di origine delle droghe illegali per il resto del mondo ed e' attualmente, l'unico Paese che produce le quattro principali sostanze illegali: cocaina, eroina, marijuana e droghe sintetiche.
L'organizzazione ha inoltre lanciato il "solito" anatema (nel rapporto 2001 l'Incb chiese di bandire i siti internet che "incoraggiavano l'uso delle droghe") contro chi cerca una politica diversa sugli stupefacenti, attaccando, in un'introduzione al rapporto quasi monotematica, i sostenitori di qualsiasi alternativa a quelle finora perseguite dall'Onu con termini come "sostenitori di campagne aggressive condotte con zelo missionario ed abbondanti fondi economici", oppure "le loro ragioni non rispecchiano la realta', la realta' e' che non ci sono modi sicuri di fare uso di droghe", parole che l'eurodeputato Marco Cappato definisce "irragionevoli, incorrette e in definitiva illegali".
Emafo ha, ad esempio, illustrato il caso del Myanmar, "una nazione che ha il piu' basso Pil della sua zona, e che dagli anni '80 ha visto aumentare di dieci volte la produzione di sostanze illecite".
Un altro esempio simile e' quello dell'Afghanistan, dove la crescita economica in negativo e l'instabilita' interna sono venute dopo che il Paese aveva iniziato la produzione su vasta scala del papavero da oppio. Il Pakistan, al contrario ha visto, secondo i dati dell'INCB, crescere la propria economia quando la produzione di sostanze stupefacenti e' iniziata a scendere.
Il 99% del profitto, finisce infatti nelle tasche dei trafficanti, ed il 50-60% del guadagno totale va nei Paesi sviluppati, dove e' concentrata la maggior parte dei consumatori. La produzione di droghe, porta, inoltre, nei paesi produttori, una destabilizzazione nello Stato, nell'economia e nella societa' civile. L'Incb segnala che se i Paesi ricchi aiutassero gli agricoltori dei Paesi poveri, questi non avrebbero motivi economici per piantare coca o papavero da oppio. Secondo lo studio gli Stati Uniti spendono, ogni anno, 33 miliardi di dollari per combattere il narcotraffico, 30 volte di piu' di quella che e' la cifra che guadagnano gli agricoltori che piantano coca e papavero.
Parlando dell'Afghanistan, il rapporto nota che, dopo la caduta del regime dei Taliban, il Paese e' nuovamente il primo produttore di eroina al mondo, seguito dal Myanmar e dal Laos. Le sostanze chimiche usate per produrre eroina continuano, comunque a raggiungere l'Afghanistan. L'Incb lancia inoltre l'allarme sugli oppiacei "legali", usati in medicina: il pericolo che le sostanze prodotte in eccesso per il mercato legale possano passare a quello illegale e' altissimo, e per questo, l'organizzazione chiede che le nazioni raggiungano un accordo per limitare le coltivazioni alle sole necessarie per il fabbisogno farmaceutico.
Emafo ha poi spostato l'attenzione sulle sostanze chimiche, come l'ecstasy, le quali non sono fatte con prodotti naturali e coltivati, ma sono prodotte in laboratorio, e le sostanze prime possono essere trovate in moltissime nazioni al mondo.
L'Europa si conferma il continente dove viene prodotta e consumata piu' droga sintetica, (in particolare l'ecstasy), con Gran Bretagna, Irlanda e Spagna ai primi posti per quanto riguarda il consumo. Il 60% di tutta l'ecstasy consumata del mondo e' consumata in Europa e l'abuso di questa droga, ricorda il rapporto, puo' causare danni irreversibili al cervello. Le droghe sintetiche vanno di moda anche negli Stati Uniti e in alcune parti dell'Asia. I maggiori nodi di questo tipo di narcotraffico sono le Antille Olandesi, l'isola di Aruba e il Suriname. Tra i produttori di ecstasy, e' entrata anche la Colombia che continua ad essere il luogo principale di origine delle droghe illegali per il resto del mondo ed e' attualmente, l'unico Paese che produce le quattro principali sostanze illegali: cocaina, eroina, marijuana e droghe sintetiche.
L'organizzazione ha inoltre lanciato il "solito" anatema (nel rapporto 2001 l'Incb chiese di bandire i siti internet che "incoraggiavano l'uso delle droghe") contro chi cerca una politica diversa sugli stupefacenti, attaccando, in un'introduzione al rapporto quasi monotematica, i sostenitori di qualsiasi alternativa a quelle finora perseguite dall'Onu con termini come "sostenitori di campagne aggressive condotte con zelo missionario ed abbondanti fondi economici", oppure "le loro ragioni non rispecchiano la realta', la realta' e' che non ci sono modi sicuri di fare uso di droghe", parole che l'eurodeputato Marco Cappato definisce "irragionevoli, incorrette e in definitiva illegali".
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