L'Onu attacca l'Albania: monopolizza il mercato europeo dell'eroina
Quasi tutta l'eroina che circola in Europa e' gestita da trafficanti albanesi, un giro d'affari che supera il prodotto interno lordo di molti Paesi dei Balcani: non usa giri di parole l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla criminalita' ad est dell'Adriatico che non esita a definire il lato oscuro dell'Albania, ovvero la sua criminalita' organizzata, una vera e propria 'minaccia per l'Unione europea'. E' la posizione geografica del Paese, spiega il rapporto, che favorisce la crescita del business che e' la maggiore fonte di guadagno per la criminalita' organizzata dell'area balcanica e dell'Europa sud-orientale. A meta' strada tra il maggior produttore del mondo di eroina e cocaina (Afghanistan) e il mercato con la domanda piu' alta (l'Europa occidentale), l'Albania lascia passare ogni anno 100 tonnellate di polvere bianca, intascando dai 25 ai 30 miliardi di dollari. Un traffico simile, spiega il rapporto, non puo' che esistere grazie alla complicita' di parte della polizia, guardacoste (il traffico passa soprattutto via mare), funzionari e popolazione locale, considerazione che porta ad una delle conclusioni del rapporto: il legame tra crimine organizzato, politica e mondo degli affari e' ancora il problema maggiore dei Balcani. L'Italia, sottolinea l'Onu, e' uno dei Paesi preferiti dai trafficanti albanesi, che lavorano in tandem con la Sacra Corona Unita. Stando ai dati delle autorita' di Roma, dal 1998 al 2006 sono state sequestrate 15 tonnellate di eroina, di cui 10 di provenienza albanese. Ma la matrice albanese del traffico di droga internazionale va ben al di la' dei dati disponibili: assieme ai criminali con passaporto di Tirana, spiega il rapporto, bisogna considerare tutti coloro che hanno cambiato nazionalita' ma che sono dentro in giro illecito perche' legati ai loro connazionali grazie alla forte identita' etnica. Il secondo traffico illecito dei Balcani e' quello di esseri umani. Epicentro della tratta di uomini e donne, cosi' come lo definisce il rapporto dell'Onu, i Balcani introducono in Europa circa 120.000 immigrati all'anno, clandestini o meno, ma tutti destinati ad allargare le fila della prostituzione, del lavoro nero e dello sfruttamento. E il Paese piu' afflitto dal traffico e' ancora una volta l'Albania. L'ultimo dato preoccupante, secondo l'Onu, riguarda la corruzione, un fenomeno talmente diffuso da risultare ormai normale per gli abitanti dell'area. Per l'85% degli imprenditori in Albania e' scontato versare tangenti, e dello stesso parere sono anche il 63% dei capi di aziende bosniache, il 49% dei croati, il 76% dei bulgari e il 73% dei romeni, due Paesi che, pur entrati nella Ue, continuano ad avere caratteristiche simili ai loro vicini dei Balcani. A dimostrazione che la prospettiva europea, brandita da Bruxelles come soluzione a tutti i mali, non e' certo una soluzione rapida. (De Felice/Ansa)ADUC è indipendente
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