Giovedì 4 giugno 2026
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Onu. Conclusi i lavori a Vienna: non cambia nulla. I commenti

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Le Nazioni Unite hanno confermato la strategia mondiale di guerra agli stupefacenti, diretta alla "eliminazione o riduzione significativa" della produzione e dell'uso di stupefacenti entro il 2008; una strategia discussa ieri e oggi a Vienna da rappresentanti governativi a livello ministeriale provenienti da 124 Paesi, nel corso della 46/ma riunione della Commissione Onu per gli stupefacenti.
In una dichiarazione congiunta approvata questo pomeriggio all'unanimita' alla chiusura dei lavori, i ministri hanno rinnovato il loro impegno di attenersi agli accordi approvati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York nel 1998.
Secondo alcune organizzazioni non governative che hanno organizzato un contro-congresso all'Austria Center Vienna, nelle vicinanze della sede delle Nazioni Unite, il problema degli stupefacenti non puo' essere efficacemente affrontato con l'obiettivo di creare un mondo senza droghe, ma piuttosto con strumenti per fornire informazioni ai consumatori sulla qualita' delle sostanze o con una legalizzazione di alcune di esse, come la cannabis.
Nel documento finale si trova un passaggio, senza che nessun Paese sia citato in particolare, nel quale viene espressa "forte preoccupazione nei confronti di politiche ed attivita' a favore della legalizzazione di stupefacenti e di sostanze psicotrope che non sono in concordanza con i trattati internazionali sul controllo degli stupefacenti e potrebbero mettere in pericolo il regime di controllo internazionale". "Firmare un documento qui e fare altre cose una volta tornati a casa e' una realta' della vita", ha detto Antonio Costa, direttore generale per il controllo degli stupefacenti e la prevenzione del crimine (Unodccp). Per quanto riguarda la riduzione della domanda di stupefacenti auspicata dalla strategia delle Nazioni Unite, il documento registra "progressi, anche se il livello di abuso di droghe rimane a livelli inaccettabilmente alti". In particolare, si esprime preoccupazione per l'aumento rapido della produzione e del consumo di droghe sintetiche come ecstasy e stimolanti contenenti amfetamine. Nel documento viene anche lanciato un appello per rimuovere ostacoli nelle legislazioni nazionali che continuano a limitare la cooperazione internazionale riguardo il traffico di stupefacenti. Gli stati membri sono anche chiamati a tener conto dei legami tra droga e terrorismo, contrabbando di persone, riciclaggio di denaro sporco, corruzione e traffico di armi. E invitati ad incoraggiare programmi per trovare alternative per i contadini nei Paesi latinoamericani, africani e asiatici, principali produttori di cocaina, cannabis e oppio.

"Poteva essere questa l'occasione di cambiare strada", ha detto Franco Corleone, presidente di 'Forum droghe': "i risultati di questo vertice Onu non rimarranno nella storia, in quanto non c'e' nessuna idea nuova, solo retorica". Corleone ha detto pero' di aver colto toni incoraggianti nei discorsi dei rappresentanti di alcuni paesi come Gran Bretagna, Belgio, Grecia, Canada e Olanda "che adesso cominciano ad esprimersi piu' liberamente su concetti diversi da quelli finora comunicati".

"Il mondo ha bisogno di adottare nuovi indirizzi che curino la malattia dell'uso della droga, invece di criminalizzarla. Altrimenti rimarremo dipendenti da una guerra fallita contro la droga". Lo afferma l'eurodeputata radicale Emma Bonino, rilevando che "nuove severe leggi nazionali in molti Paesi non solo hanno fallito nel controllo della diffusione della droga nel mondo, ma hanno anche aperto la porta a nuovi metodi che permettono agli Stati di invadere la vita di milioni di persone. La proibizione ha creato un pretesto per i regimi autoritari per resistere all'abolizione della pena di morte; perfino Stati che giustiziano persone per reati legati alla droga non sono riusciti a contenere la marea. Per aggirare il rigoroso regime legale esistente, la mafia dei narcotici ha creato alleanze ancora piu' strette con le reti terroristiche.
Bisogna riconoscere che la proibizione invece di ridurre l'uso, genera crimine, perche' rende il traffico di droghe illecite un affare lucroso". Rappresentanti del Partito Radicale Transnazionale -ricorda la Bonino- hanno distribuito droga ai passanti durante dimostrazioni politiche, invitando la polizia ad arrestare membri rispettabili della comunita', nella speranza di mostrare l'assurdita' di leggi antidroga severe. Ora 109 membri del Parlamento europeo hanno presentato una raccomandazione per chiedere la riforma della convenzione Onu sulle droghe ed una lega antiproibizionista e' al lavoro per modifiche ai trattati Onu. "Tenere gli occhi chiusi su questa realta' aumenta i costi e fino a quando i mandati antidroga Onu rimangono in vigore, la legalizzazione dei trattamenti, delle cure e delle droghe oggi illecite rimarra' impossibile. Ricordiamo che solo la fine del proibizionismo porto' al crollo dei regni di gangster come Al Capone negli anni '20".
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