Lunedì 8 giugno 2026
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Onu. Costa: l'Afghanistan e' ancora un narco-Paese

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L'Afghanistan, nonostante i progressi verso lo Stato di diritto, puo' essere ancora descritto a tutti gli effetti come un narco-Paese, se si considerano le quantita' di stupefacenti prodotte e l'incidenza del traffico di oppio sull'economia del Paese.
A sottolineare la situazione critica a piu' di quattro anni dall'intervento armato delle forze della coalizione internazionale e' il Direttore esecutivo dell'Ufficio per le droghe e la criminalita' delle Nazioni Unite, Antonio Maria Costa, che ha illustrato alla stampa a Bruxelles i dati su coltivazione, produzione e traffico nel 2005.
"Se per definirlo un narco-Paese si guarda alla quantita' della produzione allora si', l'Afghanistan rientra in questa definizione" ha spiegato Costa, sottolineando pero' che tale definizione non e' applicabile se si considera il coinvolgimento dei funzionari governativi nei traffici di stupefacenti, che si e' ridotto notevolmente.
Costa ha anche illustrato come i proventi dei traffici servano a finanziare attivita' terroristiche dei gruppi Taliban ancora presenti nel paese che controllano l'area lungo la frontiera meridionale tra Afghanistan e Pakistan.
Tuttavia, sotto questo aspetto emergono anche segnali positivi: "l'immagine dell'Afghanistan come Paese ancora in balia di un conflitto nella maggior parte del suo territorio non e' corretta e anzi, gli scontri con forze talebane indicano che ora si sta arrivando pian piano a santuari talebani che prima non venivano attaccati e che ora vengono raggiunti dalle forze della coalizione".
L'Afghanistan resta il principale produttore mondiale di oppio destinato alla produzione di eroina, e nel 2005 ha prodotto l'87% dell'intero oppio illegalmente coltivato nel mondo, per un valore complessivo di 40 miliardi di dollari.
Costa, ha sottolineato che l'economia illegale legata alla coltivazione e al traffico di stupefacenti equivale al 52% del Pil afghano del 2004-2005, per un totale di 2,14 miliardi di dollari che finiscono nelle tasche dei trafficanti e 0,56 miliardi destinati ai coltivatori.
In dettaglio, nel 2005 in Afghanistan sono state prodotte 4.100 tonnellate di oppio (poco meno delle 4.200 prodotte nel 2004), mentre si registra un calo nell'estensione dei terreni destinati alla coltivazione dei papaveri da oppio scesi a 104.000 ettari dai 131.000 del 2004 (-21%).
Buona parte dei profitti illeciti, si evince dai dati resi noti dall'Agenzia Onu, vengono utilizzati per finanziare i signori della guerra che ancora dominano parte del territorio afghano, e soprattutto per finanziare direttamente o indirettamente attivita' terroristiche attraverso l'attivita' dei taleban che ancora controllano una fascia di territorio al confine tra Afghanistan e Pakistan.
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