Onu. Costa: maggiore fermezza sulla cannabis
La produzione di oppio e di coca nel mondo è in calo, ma la "buona notizia" non si estende al mercato illecito della cannabis, che continua ad aumentare: lo ha detto Antonio Costa, segretario generale della Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite, che ha chiesto ai Paesi "una maggiore fermezza nel controllo di questa che è "la catena debole nella catena globale del controllo della droga". Intervenendo alla sessione annuale della Commissione, Costa ha anche esortato i governi a un approccio più coerente rispetto al problema del controllo sulla droga, altrimenti "si inviano segnali confusi alla gente". "Un giorno la cannabis viene classificata in un certo modo, il giorno seguente in un altro; un giorno l'abuso è un reato, il giorno seguente no; un giorno agli studenti vengono fatti i test anti-droga nelle scuole, il giorno seguente questa viene considerata una violazione della privacy; un giorno i coffee shop vendono marijuana legalmente, il giorno dopo i proprietari dei negozi vengono arrestati quando comprano la droga per rifornire i loro magazzini". Inoltre, Costa ha stigmatizzato il comportamento "irresponsabile" di manager, modelle, vip, che "si vantano del loro consumo di droga a parole e nei fatti", e questo "non é aiutato dai mass media, che talvolta suggeriscono che il consumo di droghe fa tendenza".Il segretario generale dell'Unodc ha quindi fornito alcuni dati sulla produzione mondiale di sostanze stupefacenti: la coltivazione di coca è scesa di un terzo negli ultimi 5 anni, e si attesta intorno a 150 mila ettari (2004), con una produzione di circa 650 tonnellate dalle circa mille del 2000. In calo anche la produzione di oppio, con cifre simili a quelle della coca. Uno dei maggiori successi della lotta alla coltivazione di oppio, ha sottolineato Costa, è quello del Laos, "virtualmente libero da coltivazioni di papavero da oppio", che si aggiunge quindi al successo già ottenuto in Vietnam nel 1997 e in Thailandia nel 1992. Il grosso problema resta quello dell'Afghanistan, che produce la quasi totalità di questa pianta: "spero che quel paese non sarà lasciato alla droga come è stato abbandonato alla violenza per un quarto di secolo". Infine, Costa ha sottolineato l'importanza dello sviluppo alternativo, cioé degli aiuti che la comunità internazionale può dare ai coltivatori di droga per convincerli a convertire le loro colture. Su questo, che è il tema di questa sessione della Commissione, ha esortato i Paesi alla generosità nello stanziamento dei fondi: "lo sviluppo alternativo non richiede tanto denaro per investimenti su larga scala".
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