Sabato 6 giugno 2026
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Onu. Costa: sparite 1.500 tonnellate di oppio

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Un mistero sta emergendo nella lotta alla produzione di oppio in Afghanistan. Il paese asiatico ne ha prodotto lo scorso anno una quantita' enorme, assai superiore alla domanda globale di eroina, ma il surplus non sembra aver invaso i mercati mondiali e mancano all'appello tonnellate di oppio. A sollevare interrogativi sul fenomeno, tentando alcune risposte, e' Antonio Maria Costa, direttore dell'ufficio antidroga dell'Onu.
Con un articolo sul Washington Post, Costa ha diffuso le cifre sull'oppio 'scomparso', ipotizzando che ci siano alcuni grandi narcotrafficanti che stanno accumulando vaste riserve di stupefacente. Visto lo stretto legame tra il traffico di oppio e il finanziamento a terroristi di Al Qaida e guerriglieri taleban, una realta' di questo genere sarebbe secondo Costa 'sinistra': i narcotrafficanti potrebbero essere in attesa di capitalizzare sulle riserve di oppio per finanziare poi operazioni terroristiche in Afghanistan o in altre parti del mondo.
Costa ha ricordato come la domanda mondiale di oppio sia pari a circa 4.500 tonnellate l'anno. Nel 2006, pero', l'Afghanistan da solo ne ha prodotte 6.100 tonnellate, superando del 30% il 'fabbisogno' planetario. Visto che la materia prima da cui si ricava l'eroina ha dimostrato di seguire le normali regole del mercato, secondo Costa una sovrapproduzione del genere dovrebbe essere accompagnata da un crollo nei prezzi anche al livello degli spacciatori di strada. Invece i prezzi sembrano non aver risentito di cambiamenti significativi.
Difficilmente, secondo Costa, si puo' pensare che un surplus di 1.500 tonnellate di oppio - che hanno un valore di mercato di oltre un miliardo di dollari - giaccia inutilizzato nelle case dei poveri coltivatori afghani, come una sorta di forma di risparmio per il futuro. Potrebbero essersi formati, ipotizza il capo dell'antidroga delle Nazioni Unite, nuovi mercati in Asia, ma non sono stati individuati segnali in questo senso (sequestri di droga, incremento nei casi di overdose).
La spiegazione piu' probabile, e per Costa piu' preoccupante, e' quindi che sia in corso una gigantesca manovra da parte dei grandi narcotrafficanti, che potrebbero decidere di immettere sul mercato vaste quantita' di oppio al momento in cui intendono capitalizzare sulle loro riserve.
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