Onu. La droga torna come fonte di finanziamento del terrorismo
"Ritorna la droga come fonte di finanziamento del terrorismo islamico, e in una maniera davvero massiccia": cosi' il magistrato Stefano Dambruoso ha commentato i dati sull'aumento del 64% sull' anno scorso della produzione di oppio in Afghanistan, dati presentati il 18/11 a Bruxelles dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine.Dambruoso, che a Milano si e' occupato di lotta al terrorismo islamico e che ora lavora alle Nazioni Unite a Vienna, ha rilevato che una parte dell'enorme territorio afghano "e' controllata ancora dai talebani, che fanno pagare una sorta di 'pizzo' di passaggio dell'oppio e di tutto il traffico illecito che ruota attorno all'oppio. Vivono di queste disponibilta' di denaro, con il quale potrebbero finanziare gruppi di ispirazione quaedista".
Si riferisce anche al gruppo che ha sequestrato i tre funzionari Onu? "Su questo episodio -ha risposto Dambruoso all'agenzia Ansa- e' importante mantenere il massimo riserbo perche' la vita di queste persone e' in serio pericolo. Pero' non posso non osservare che il gruppo quaedista che ha rivendicato il sequestro e' espressione della liberta' di movimento che esiste ancora sempre e proprio in Afghanistan, da dove tutto e' partito". Con quel "tutto", Dambruoso si riferisce agli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti.
Droga e terrorismo: e' stato cosi' anche in Spagna, perche' dalle indagini sull'attentato dell'11 marzo alla stazione Atocha di Madrid e' emerso che erano stati spacciati una cinquantina di chili di hashish in cambio dell'esplosivo utilizzato. Dambruoso ha pero' sottolineato che in quel caso il fenomeno "e' di minime proporzioni rispetto al traffico di oppio in Afghanistan".
Il report illustrato a Bruxelles individua, inoltre, il Marocco -Paese d'origine di gran parte dei responsabili dell'attentato di Madrid- come un Paese che desta preoccupazioni proprio perche' quasi il 40 per cento del suo territorio e' in mano a gruppi terroristici vicini ad Al Qaeda che controllano la produzione di hashish e marijuana. "Riconoscendo un grande impegno da parte delle forze di polizia marocchine nel contrastare azioni terroristiche va detto che il terrorismo islamico di origine marocchina e' un elemento di una certa novita' che preoccupa l'intelligence europea. E questo dopo che per diversi anni, almeno dal '99 al 2002, i terroristi piu' attivi sbarcati in Europa avevano origine prevalentemente tunisina".
Questi argomenti ed altri verranno affrontati lunedi' a Milano da Dambruoso e da Antonio Costa, direttore esecutivo dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, in una conferenza su cooperazione e prevenzione del terrorismo promossa, tra gli altri, dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo del ministero degli Esteri.
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