L'Onu: Italia responsabile delle conseguenze dei respingimenti
E' scontro aperto tra l'Italia e l'Onu sulla politica dei respingimenti adottata dal governo.
L'incontro tra il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il rappresentante per l'Italia dell'Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr), Laurens Jolles, non ha prodotto alcun compromesso ed entrambi sono rimasti fermi sulle proprie posizioni: 'fermate i respingimenti o sarete responsabili delle conseguenze', accusa l'Onu; 'andremo avanti', risponde il titolare del Viminale.
'La politica inaugurata dal governo si pone in contrasto con il principio del non respingimento sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951, che trova applicazioni anche in acque internazionali' attacca l'Agenzia per i rifugiati, ribadendo che delle oltre 31mila domande d'asilo presentate nel 2008 piu' del 70% provengono da persone arrivate via mare sulle coste meridionali, cosi' come e' del 50% la percentuale di quelli che, sempre arrivati via mare, hanno ottenuto una qualche forma di protezione dall'Italia. Dunque il non respingimento e' un principio 'fondamentale' che, non solo 'non conosce limitazione geografica', ma che e' anche 'contenuto nella normativa europea e nell'ordinamento giuridico italiano'.
L'Unhcr chiede dunque all'Italia di 'riammettere' i migranti che si trovavano sui due barconi rispediti nel paese nordafricano, anche perche' 'tra coloro che sono stati rinviati in Libia vi sono persone bisognose di protezione', e avvisa il governo: sarete 'responsabili per le conseguenze del respingimento, anche dal punto di vista del diritto internazionale'. Anche sulla possibilita' che le domande di asilo vengano presentate in Libia, ipotesi avanzata da Maroni e sulla quale c'e' la disponibilita' del governo di Tripoli, secondo quanto ha annunciato ieri l'ambasciatore in Italia Hafid Gaddur, l'Unhcr frena. 'Non vi sono al momento le condizioni necessarie per svolgere tale attivita''. Parole che il Pd coglie al volo per chiedere, con Sandro Gozi, un intervento del commissario europeo Barrot: l'Ue 'si esprima con chiarezza'.
Maroni risponde a stretto giro, dopo aver incassato il sostegno del leader della Lega Bossi e del capo dei senatori del Pdl Gasparri. I respingimenti, dice, 'andranno avanti, cosi' come previsto dall'accordo tra Italia e Libia'. E le questioni sollevate dall'Unhcr, nei confronti delle quali e' 'molto attento', 'devono pero' trovare una soluzione in sede europea'. Insomma, l'Italia non si fermera' e, come ha ripetuto anche oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini, tornera' a chiedere all'Unione europea 'un'azione piu' decisa'.
Su un punto, pero', Maroni e Jolles si sono trovati d'accordo: la costituzione di un tavolo tecnico, proposta dal titolare del Viminale, tra Unione europea, Libia, Italia e Unhcr 'per approfondire - dice Maroni - i temi sollevati dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite'. Un tavolo che secondo Jolles dovrebbe innanzitutto 'rafforzare lo spazio di protezione in Libia', a partire dalla ratifica da parte di Tripoli della Convenzione di Ginevra.
BOSSI, ANCHE VATICANO HA REATO CLANDESTINITA' - 'Anche il Vaticano ha il reato di cladestinita'...'. Umberto Bossi torna cosi' sulle polemiche che riguardano il pacchetto di misure sull'immigrazione contenuto nel ddl sicurezza approvato dalla Camera, polemiche che hanno interessato anche rapprentanti della Cei .
Il senatur, conversando con i giornalisti a Belluno, a margine di una manifestazione elettorale, ha anche risposto ad una domanda sulla presa di posizione dell'Onu nei confronti delle politiche sull'immigrazione del nostro paese. 'Ne parlero' con il ministro dell'Interno Maroni - ha detto - faremo al piu' presto una riunione'.
HRW,CAMBIO POLITICA ITALIA RISCHIO PER MIGRANTI - L'organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch (Hrw) ha espresso preoccupazione per il 'cambio di politica' dell'Italia nei confronti dei migranti, affermando - in una nota - che la loro intercettazione e respingimento in Libia 'sollevano dubbi se in futuro i richiedenti asilo potranno trovare il loro primo punto d'appoggio' a Lampedusa.
Bill Frelick, direttore di Hrw per le politiche sui rifugiati, ha visitato giovedi' scorso sull'isola i centri di contrada Imbriacola e della ex base di Loran, nei quali - afferma la nota - sono rimaste solo alcune decine di persone, fra cui meno di 30 richiedenti asilo, mentre lo scorso gennaio il sovraffollato centro di prima accoglienza aveva raggiunto le 1.800 persone.
'Non c'e' da festeggiare per lo svuotamento di Lampedusa - ha affermato Frelick - Cio' significa che molte persone non avranno l'opportunita' di chiedere o trovare rifugio da guerra e persecuzioni e che quasi tutti saranno detenuti a tempo indefinito nei centri libici, dove le condizioni sono precarie e le denunce di maltrattamenti frequenti'.
L'incontro tra il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il rappresentante per l'Italia dell'Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr), Laurens Jolles, non ha prodotto alcun compromesso ed entrambi sono rimasti fermi sulle proprie posizioni: 'fermate i respingimenti o sarete responsabili delle conseguenze', accusa l'Onu; 'andremo avanti', risponde il titolare del Viminale.
'La politica inaugurata dal governo si pone in contrasto con il principio del non respingimento sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951, che trova applicazioni anche in acque internazionali' attacca l'Agenzia per i rifugiati, ribadendo che delle oltre 31mila domande d'asilo presentate nel 2008 piu' del 70% provengono da persone arrivate via mare sulle coste meridionali, cosi' come e' del 50% la percentuale di quelli che, sempre arrivati via mare, hanno ottenuto una qualche forma di protezione dall'Italia. Dunque il non respingimento e' un principio 'fondamentale' che, non solo 'non conosce limitazione geografica', ma che e' anche 'contenuto nella normativa europea e nell'ordinamento giuridico italiano'.
L'Unhcr chiede dunque all'Italia di 'riammettere' i migranti che si trovavano sui due barconi rispediti nel paese nordafricano, anche perche' 'tra coloro che sono stati rinviati in Libia vi sono persone bisognose di protezione', e avvisa il governo: sarete 'responsabili per le conseguenze del respingimento, anche dal punto di vista del diritto internazionale'. Anche sulla possibilita' che le domande di asilo vengano presentate in Libia, ipotesi avanzata da Maroni e sulla quale c'e' la disponibilita' del governo di Tripoli, secondo quanto ha annunciato ieri l'ambasciatore in Italia Hafid Gaddur, l'Unhcr frena. 'Non vi sono al momento le condizioni necessarie per svolgere tale attivita''. Parole che il Pd coglie al volo per chiedere, con Sandro Gozi, un intervento del commissario europeo Barrot: l'Ue 'si esprima con chiarezza'.
Maroni risponde a stretto giro, dopo aver incassato il sostegno del leader della Lega Bossi e del capo dei senatori del Pdl Gasparri. I respingimenti, dice, 'andranno avanti, cosi' come previsto dall'accordo tra Italia e Libia'. E le questioni sollevate dall'Unhcr, nei confronti delle quali e' 'molto attento', 'devono pero' trovare una soluzione in sede europea'. Insomma, l'Italia non si fermera' e, come ha ripetuto anche oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini, tornera' a chiedere all'Unione europea 'un'azione piu' decisa'.
Su un punto, pero', Maroni e Jolles si sono trovati d'accordo: la costituzione di un tavolo tecnico, proposta dal titolare del Viminale, tra Unione europea, Libia, Italia e Unhcr 'per approfondire - dice Maroni - i temi sollevati dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite'. Un tavolo che secondo Jolles dovrebbe innanzitutto 'rafforzare lo spazio di protezione in Libia', a partire dalla ratifica da parte di Tripoli della Convenzione di Ginevra.
BOSSI, ANCHE VATICANO HA REATO CLANDESTINITA' - 'Anche il Vaticano ha il reato di cladestinita'...'. Umberto Bossi torna cosi' sulle polemiche che riguardano il pacchetto di misure sull'immigrazione contenuto nel ddl sicurezza approvato dalla Camera, polemiche che hanno interessato anche rapprentanti della Cei .
Il senatur, conversando con i giornalisti a Belluno, a margine di una manifestazione elettorale, ha anche risposto ad una domanda sulla presa di posizione dell'Onu nei confronti delle politiche sull'immigrazione del nostro paese. 'Ne parlero' con il ministro dell'Interno Maroni - ha detto - faremo al piu' presto una riunione'.
HRW,CAMBIO POLITICA ITALIA RISCHIO PER MIGRANTI - L'organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch (Hrw) ha espresso preoccupazione per il 'cambio di politica' dell'Italia nei confronti dei migranti, affermando - in una nota - che la loro intercettazione e respingimento in Libia 'sollevano dubbi se in futuro i richiedenti asilo potranno trovare il loro primo punto d'appoggio' a Lampedusa.
Bill Frelick, direttore di Hrw per le politiche sui rifugiati, ha visitato giovedi' scorso sull'isola i centri di contrada Imbriacola e della ex base di Loran, nei quali - afferma la nota - sono rimaste solo alcune decine di persone, fra cui meno di 30 richiedenti asilo, mentre lo scorso gennaio il sovraffollato centro di prima accoglienza aveva raggiunto le 1.800 persone.
'Non c'e' da festeggiare per lo svuotamento di Lampedusa - ha affermato Frelick - Cio' significa che molte persone non avranno l'opportunita' di chiedere o trovare rifugio da guerra e persecuzioni e che quasi tutti saranno detenuti a tempo indefinito nei centri libici, dove le condizioni sono precarie e le denunce di maltrattamenti frequenti'.
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