Venerdì 5 giugno 2026
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Onu. Le linee per i prossimi 4 anni di Costa all'Unodc

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In realtà l'interessato non aveva il minimo dubbio, ma comunque la conferma per altri quattro anni alla guida dell'Onu a Vienna e dell'Ufficio Unodc per la droga, il crimine e il terrorismo da parte del segretario generale Kofi Annan, riempie Antonio Maria Costa di orgoglio, perché vi vede un riconoscimento del suo lavoro, e dell'impegno dell'Italia. La decisione del segretario generale, presa peraltro in via del tutto eccezionale in chiusura del suo mandato (Annan lascia a dicembre), è "un riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi quattro anni, e peraltro anche la ragione del rinnovo del mandato", dice Costa in dichiarazioni all'agenzia Ansa. La conferma nell'incarico "per altri quattro anni mi dà ora la possibilità di ponderare il mio lavoro futuro". L'annuncio della sua conferma è stato fatto ufficialmente oggi ma era già trapelato ieri, e nelle ultime settimane era stato preceduto da un po' di suspence per presunte irregolarità a carico di Costa divulgate dalla stampa anglosassone e rivelatesi poi gonfiate. Un fatto di assoluta non rilevanza (una pistola accettata in omaggio da una ditta di armi austriaca, ma di cui Costa non è mai entrato in possesso) era stato interpretato come un possibile inciampo alla sua riconferma. Il funzionario italiano si era detto rincresciuto per l'episodio ma non aveva mai avuto dubbi sul rinnovo del suo contratto, di cui anzi era a conoscenza da tempo. Il direttore generale spiega che oggi l'Unodc si trova a un bivio: in passato era solo un ufficio anti-droga, creato circa un quarto di secolo fa, e diretto curiosamente solo da italiani (Giuseppe Di Gennaro, Giorgio Giacomelli, Pino Arlacchi e ora appunto Costa, ndr). Una "anomalia, ma certamente anche un riconoscimento per l'Italia e il suo impegno", dice. Dopo gli Stati Uniti l'Italia è il secondo contribuente dell'Unodc, il cui bilancio complessivo è salito adesso dai 100 milioni di dollari l'anno a 150. Gli stupefacenti sono un tema multilaterale da cento anni mentre il crimine, spiega ancora Costa, non era visto prima come un terreno di collaborazione internazionale, bensì come una materia di competenza unicamente nazionale: "Solo con la mafia la comunità internazionale ha deciso di intervenire assieme". Negli ultimi cinque anni l'Unodc "é riuscito a sensibilizzare i governi affinché aderissero alle Convenzioni dell'Onu in materia di crimine, corruzione, traffico di esseri umani". Si è venuto così a creare un secondo polo accanto a quello della droga. Il terzo è sopraggiunto con l'attentato terroristico dell'11 settembre 2001 agli Usa. Da allora il terrorismo è diventato un fenomeno internazionale, prima era solo nazionale. "Con l'11 settembre il terrorismo ha assunto una dimensione transnazionale" e di conseguenza l'Ufficio delle Nazioni Unite "poggia ora su tre pilastri" (droga, crimine, terrorismo). Questi tre elementi, "nella loro specificità e la loro interazione, sono il riflesso del riconoscimento da parte della comunità internazionale di questi problemi". Dinanzi alla crescente intersecazione e interdipendenza dei fenomeni criminali, anche la società degli Stati, in un mondo sempre più globalizzato e collegato, è impegnata nella ricerca di risposte globali e interrelate.
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