Onu. Perduca contro la pressione dell'Inb sull'Africa
In occasione della presentazione del rapporto 2004, l'International Narcotics Board (INCB) lancia l'allarme Africa, ma il rappresentante del Partito radicale transnazionale alle Nazioni Unite, Marco Perduca, avverte che la presunta novita' e' da attribuirsi al miglioramento delle informazioni dal continente piu' che a un incremento del traffico di stupefacenti. Allo stesso tempo Perduca paventa che "le preoccupazioni espresse nel rapporto sui Paesi africani incrementeranno solo le politiche di 'ordine pubblico' a detrimento di quelle sanitarie o si sostegno allo sviluppo delle regioni interessate. L'INCB ritiene che nella maggior parte dei Paesi africani non esista un adeguato contesto legislativo né i necessari meccanismi amministrativi per quanto riguarda il controllo dei cosiddetti "predecessori chimici" per la produzione di droga. Secondo il Board, in una situazione del genere, il continente africano sta diventando la rotta preferita per i trafficanti dell'America Latina nel raggiungere i mercati americano ed europeo."In un continente che muore ancora per fame e conflitti armati" sostiene Perduca "la cooperazione tecnica internazionale andrebbe promossa per favorire il miglioramento delle condizioni di vita di milioni di persone, e non per imporre il ricorso a leggi di emergenza che altro non farebbero che rafforzare i regimi repressivi e oppressivi, che magari oggi coprono il traffico e i trafficanti".
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