Lunedì 8 giugno 2026
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Onu. Perduca: legalizzare l'industrializzazione della foglia di coca

Notizia ·
Riportiamo l'intervento che Marco Perduca ha tenuto in occasione della 48esima sessione della Commissione Droghe delle Nazioni unite, a Vienna.
"Il Partito Radicale Transnazionale desidera affrontare le questioni relative allo "sviluppo alternativo" (punto 6 b (iii) del piano d'azione sulla cooperazione internazionale sull'eradicazione delle colture illecite e sviluppo alternativo).
Nel corso degli ultimi anni, grazie ai programmi proposti dall'UNODC, un gruppo di Paesi dove si producono le piante per la raffinazione delle sostanze stupefacenti sono stati al centro di una serie di programmi di "sviluppo alternativo". Mentre in teoria l'idea di promuovere colture lecite come mezzo alternativo per lo sviluppo di quelle societa' dove sono diffuse le piante utilizzate per la produzione di narcotici potrebbe essere buona, in pratica la sostituzione non ha mai dimostrato di essere sostenibile nel medio lungo periodo. Infatti, una volta i programmi arrivano a termine, il progresso fatto, scompare nel giro di pochi mesi lasciando le comunita' interessate senza i mezzi necessari per sostenere le colture una volta che i finanziamenti internazionali scompaiono.
Un caso di particolare interesse che potrebbe generare risposte creative, potrebbe essere quello della foglia di coca. In passato i prodotti alternativi alla coca sono stati il cuore di palma e alter colture di moda negli anni ?90, prodotti che recentemente hanno visto una sovrapproduzione della produzione mondiale che ne ha notevolmente diminuito la remunerabilita' annullando quindi gli incentivi alla sostituzione; inoltre, quando si tratta di prodotti agricoli, il sistema di tariffe imposto dai Paesi nordamericani e europei tende a proteggere i mercati ricchi dai prodotti provenienti dal sud del mondo.
A complemento di queste considerazioni economiche, occorre ricordare che per diversi popoli indigeni che vivono sulle Ande, la coca non solo costituisce la coltura piu' redditizia, ma rappresenta anche una componente sacra della vita quotidiana, nonche' parte integrante della loro storia e tradizione.
Oltre a consentire la produzione lecita di coca per fini medico-scientifici, gli articoli 26 e 27 della Convenzione unica del 1961 recitano che gli Stati membri possono "permettere l'uso della foglia di coca per la preparazione di un condimento, che non deve contenere alcaloidi, e, per quanto necessario per tale fine, possono permettere la produzione, l'importazione, esportazione, commercio e possesso della foglia", dette attività devono essere regolamentate da un'agenzia nazionale. Il Peru' lo ha fatto per oltre tre decenni con successi considerabili. Il PRT ritiene che iniziative simili potrebbero essere avviate in altri Paesi produttori di coca.
Durante gli ultimi anni vi sono stati sviluppi interessanti relativi a usi della coca per fini non stupefacenti; infatti la pianta puo' essere anche utilizzata, come gia' del resto lo e' da parte di piccole cooperative attive sulle Ande, per produrre medicine di vario tipo, ma anche te', farina, pasta dentifricia, sapone, condimenti, tessuti, gomma da masticare e altri integratori alimentari, nonche' per fornire programmi di "riduzione del danno" di cocaina legale.
Il PRT ritiene che, piuttosto che insistere nella promozione di eradicazioni volontarie o forzate, nel quadro dei suoi programmi di riduzione dell'offerta, l'UNODC potrebbe portare avanti uno studio di fattibilita', in cooperazione con altre agenzie del sistema come il PNUD, la Banca mondiale, altre banche regionali per lo sviluppo, e attori locali, al fine di stabilire se esistano le condizioni per la promozione della legalizzazione dell'industrializzazione della foglia di coca per la produzione di sostanze che non contengano alcaloidi".
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