Venerdì 5 giugno 2026
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Onu. Perduca: i tossicomani non devono essere incarcerati

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Marco Perduca, rappresentante all'Onu del Partito Radicale Transnazionale e' intervenuto alla 48esima sessione della Commissione sulle Droghe a Vienna concentrando l'attenzione sul problema e l'incompatibilita' tra tossicodipendenza e carcere e sulla promozione di programmi di riduzione del danno anche in ambito penitenziario, come la distribuzione di siringhe per evitare i contagi di malattie trasmissibili. Di seguito l'intervento.
"Il Partito Radicale Transnazionale desidera affrontare la questione dell?incarcerazione dei tossicomani. All?inizio degli anni ?90 in Italia, il PRT ha promosso una serie di riforme legislative in materia di droghe promuovendo, tra le altre cose, cure mediche per tossicomani che comprendessero terapie sostitutive, unità mobili nonché lo scambio di siringhe. Queste politiche, conosciute anche col termine "riduzione del danno" hanno dimostrato di essere particolarmente efficaci nel medio lungo periodo diminuendo drasticamente il numero di morti per overdose e limitando la diffusione dell?HIV/AIDS. Ci rallegriamo che quest?oggi siano al centro del dibattito all?ONU.
Il PRT ha da sempre espresso le proprie preoccupazione circa l?uso del diritto penale nei confronti dei consumatori di stupefacenti. Il PRT sposa in pieno il principio generale del diritto penale che non vi può essere crimine laddove non vi e' vittima e che, quindi, solo quei comportamenti individuali che causano danno ad altri devono essere sanzionati.
I consumatori di qualsiasi tipo di sostanze stupefacenti non dovrebbero mai essere messi in prigione. In quanto individui con un problema di salute, dovrebbero piuttosto essere curati in strutture pubbliche o private che sono gestite da medici e non da guardie carcerarie. Il carcere spesso accelera l?epidemia di HIV relegando individui in luoghi dove comportamenti ad alto rischio di infezione continuano liberamente, ma dove i mezzi per proteggersi dal virus non sono disponibili.
Per ridurre il doppio danno causato alle persone che sono incarcerate per uso di sostanze stupefacenti, negli anni Novanta decine di Paesi hanno avviato progetti pilota, inclusa la distribuzione di siringhe per tossicomani per via endovenosa per uso in ambienti sicuri e sterili anche in prigioni densamente popolate. Questi programmi sono divenuti componenti importanti delle politiche sanitarie di quei paesi tanto all?interno quanto all?esterno delle carceri.
Col passare del tempo, e il raffinarsi delle varie tecniche, queste misure sono riuscite a contenere la diffusione dell?HIV/AIDS anche in paesi in via di sviluppo. Il PRT crede che questi esempi debbano essere internazionalmente riconosciuti, accuratamente studiati e scientificamente valutati in forum come la Commissione di Vienna al fine di sviluppare modelli per la raffinazione di politiche sempre piu' efficaci ed effettive contro l?HIV/AIDS in tutto il mondo".
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