Giovedì 4 giugno 2026
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Onu. Presentato il Rapporto 2004

Notizia ·
E' stato presentato oggi a Mosca il rapporto mondiale 2004 dell'Onu, da parte del direttore dell'Unodc Antonio Maria Costa e dal ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov. In termini generali, il rapporto stima che nel 2004 circa 185 milioni di persone, il 3% della popolazione mondiale, abbiano fatto uso di droghe: con la cocaina ferma a 13 milioni di consumatori e l'eroina a 15 milioni, ma anche con la cannabis che si consolida a quota 150 milioni e gli stimolanti di tipo anfetaminico in crescita fino a 38 milioni di consumatori, 8 milioni dei quali dediti all'ecstasy.
"Dopo il significativo aumento dell'ultimo mezzo secolo, il dilagare della droga nel mondo ha subito un rallentamento", ha commentato Costa. Tra gli elementi positivi si segnala in particolare una forte riduzione dei decessi di tossicodipendenti in Europa occidentale, calato di quasi il 20% tra 2000 e 2002. Nello stesso tempo in molti Paesi del mondo il totale delle morti per droga rappresenta oggi una minima percentuale rispetto a quelle causate da tabacco e alcol.
"E tuttavia -prosegue- resta il fatto che gli attuali livelli di uso delle droghe illegali, combinati alle conseguenze sulla salute e alle attivita' criminali ad esse connesse, sono inaccettabili e richiedono politiche di prevenzione e trattamenti piu' efficaci. Preoccupa inoltre il fatto che i giovani rimangono la categoria piu' vulnerabile e la tendenza al diffondersi dell'HIV e dell'AIDS tra chi si inietta la droga. Un problema quest'ultimo particolarmente evidente in Russia, come in altri Paesi dell'ex blocco socialista, dove tra i sieropositivi i casi di contagio dovuti alla droga rappresentano ancora l'80%.
Sul fronte del consumo e del traffico, l'Unodc rileva d'altronde uno spostamento del mercato mondiale dell'eroina "dai Paesi sviluppati ai Paesi in transizione e ad alcuni Paesi in via di sviluppo".
Quanto alle coltivazioni, si evidenziano "notizie positive" da due delle maggiori regioni produttrici: il Sud-Est Asiatico, dove le colture di papavero da oppio continuano a diminuire sia in Birmania sia in Laos, e la regione andina, dove e' in declino per il quarto anno consecutivo la produzione di coca "grazie agli sforzi compiuti per ridurre l'offerta dai tre principali Paesi produttori, Colombia, Peru' e Bolivia".
L'incremento dei sequestri e' generale, ma svela in particolare un aumento del consumo di pasticche e nuove droghe. L'eroina, che resta comunque la sostanza a piu' grave impatto sulla salute, colpisce di piu' in Asia e in Europa, la cocaina nelle Americhe (ma negli Usa e' in calo tra i giovani), mentre e' in Africa che l'abuso di cannabis produce maggiori danni.
In controtendenza vi e' poi l'Afghanistan del dopo-Taliban, dove sono tornati a concentrarsi circa i tre quarti della produzione mondiale di oppio, che a livello mondiale si e' assestata da un ormai un decennio sulle 4-5000 tonnellate.
E proprio sulla minaccia proveniente dall'Afghanistan si e' soffermato nel suo intervento il ministro Lavrov, che ha parlato della droga come di "un problema internazionale" che richiede "un fronte comune" da parte degli Stati sotto le bandiere dell'Onu, ma anche come di un pericolo crescente per la Russia e per i Paesi ex sovietici dell'Asia centrale a ridosso del confine afghano, divenuti territorio di smercio e di traffico. Il capo della diplomazia di Mosca ha ricordato che l'Afghanistan e' tornato a produrre "oltre il 70%" dell'oppio mondiale e ha sollecitato la creazione di "fasce di sicurezza attorno a questo Paese", invocando un consolidamento della cooperazione internazionale e regionale per "combattere quella che, come ha detto il presidente afghano Hamid Karzai, deve essere ora la vera jihad: la jihad contro la droga".
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