Onu. Radicali contro il minimalismo dell'informazione di Costa
In una recente intervista al "Sole 24Ore" (29/11), Antonio Maria Costa, direttore dell'UN Office on Drugs and Crime di Vienna, ha dichiarato, fra l'altro: "Grazie ai drastici programmi per eliminare la coltura del papavero adottati dai Governi di Myanmar e Laos, la produzione del Triangolo d'oro è scesa fortemente, - 76% dal 1996. Riteniamo che questo trend continuerà, cancellando dalla regione la secolare coltura. E' comunque vitale che la comunità internazionale aiuti i contadini poveri della regione a sviluppare un'economia alternativa libera dal papavero".Marco Perduca (segretario Lega Internazionale Antiproibizionista) e Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani), hanno cosi' commentato:
"Il Dr. Costa segue il pessimo esempio della scuola proibizionista, che di volta in volta cita, a conforto dei suoi dogmi, parziali e temporanei successi ottenuti in qualche parte del mondo, senza considerare lo stato delle cose complessivo, contraddistinto da un boom della produzione, traffico e spaccio delle droghe illegali. In particolare, rispetto alla situazione nel Triangolo d'oro, per la legge dei vasi comunicanti, la diminuzione della produzione di papavero in Laos e Myanmar è andata di pari passo con l'aumento esponenziale del raccolto in Afghanistan.
Parlando di cose di casa nostra, attendiamo che fra i tanti articoli spesi in questi giorni sul "caso Napoli" ve ne sia qualcuno dedicato al "fattore droga proibita" che ha contribuito non poco alla devastazione civile, sociale ed economica di Napoli e del suo hinterland; non pensiamo che sia rilevante, a questo riguardo, stabilire se l'eroina che devasta le vite di migliaia di napoletani (tossicodipendenti e non) sia prodotta in Laos piuttosto che in Afghanistan.
Il Dr. Costa professa, infine, la sua fede nei programmi di riconversione delle culture, ben sapendo che essi sono miseramente falliti in Sud America; rispetto poi alla situazione nel Laos e in Myanmar, il Dr. Costa dovrebbe anche sapere che i fondi della comunità internazionale sono andati a rafforzare principalmente i regimi che opprimono le popolazioni contadine: il narcocomunismo di Vientiane e la dittatura militare birmana che, mentre Costa rilasciava la sua intervista, prorogava di un anno gli arresti domiciliari a Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace.
Il Dr. Costa dovrebbe abbandonare le parole d'ordine proibizioniste e confrontarsi finalmente con la dura realtà prodotta dalle leggi proibizioniste."
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